Nomi di fantasia per le piazze cittadine sul vademecum on line dell'azienda di soggiorno «Vado bene per Sedile di Portauova?». La turista domanda, tu pensi che dovrà camminare parecchio per trovarlo: «Quel posto a Salerno non c'è», rispondi. «Ma sta scritto qui», ribatte lei e mostra la sua "guida": alcune pagine stampate dal sito Internet dell'Azienda di soggiorno, con l'originale toponimo in neretto. Possibile? Possibile. Un redattore sbadato ha prodotto questo svarione - Portauova invece di Portanova - ma ha seminato anche altrove: invita a visitare il museo della scuola medica (chiuso da anni), mentre nella sezione cinema indica soltanto la multisala Medusa. Vogliamo meravigliarci? E perché? Mentre si parla tanto di turismo e di cultura, i portali che trattano la materia abbondano di leggerezze. Anche quelli di enti pubblici. Ecco un rapido resoconto, particolarmente sconsolante perché tanti strafalcioni erano già tali un paio di anni fa. L'Enit, Ente nazionale del turismo, si presenta con una miriade di refusi e imprecisioni. Esempi. Fra i musei di Salerno spunta il «Civico dianese San Pietro» (dev'essere il museo diocesano di Teggiano). Due volte (con nomi e informazioni differenti) compaiono il duomo, il museo archeologico, il museo diocesano e le ceramiche del castello Arechi. In compenso manca la pinacoteca. E in provincia? Oliveto Citra non avrebbe il museo archeologico. Nocera Inferiore ne avrebbe due, che poi si scopre essere uno. Sassano vanterebbe un museo «Storia memoria» del basso vicentino. A Nocera c'è il battistero paleocristiano (giusto) del «VI sec. a.C.» (sbagliato, naturalmente). E il parco di Velia? Per l'Enit sta a Novi Velia, «celebre per la scuola filosofica di Parmenide»; ad Ascea, dove in realtà si trova, è segnalato un «Ufficio scavi Velia» poco invogliante. Andrà meglio col ministero dei Beni culturali? Se cercate posti da visitare in provincia, provate il percorso che parte da «Luoghi della cultura». Escono 38 risultati, pochi davvero. Alcuni indirizzi sono indicati come sedi staccate di Soprintendenza, senza ulteriori informazioni: al lettore rimane la curiosità di sapere cosa c'è a Roscigno, Atena Lucana o Laurino. Sono «annesse» al Salernitano città come Avellino, Mirabella e Lauro di Nola. Il museo di Pontecagnano è definito dell'agro "piceno" anziché "picentino" (bisogna andare nelle Marche?). Diverse schede - questa è bella - rimandano a un marketing blog. In un'altra sezione, consultando una lunga lista di collegamenti esterni (fra cui «I templi di Paestum», di un privato cittadino tedesco), compare il sito della Soprintendenza archeologica salernitana. Gradevole, ma presenta aree e antiquaria della Soprintendenza, senza accenni ai luoghi gestiti dalla Provincia. La direzione dei musei provinciali usa lo stesso criterio, ma inverso. Così resta solo desiderabile un quadro unitario del patrimonio archeologico locale. L'Ept non colma la lacuna, anzi. L'Ente provinciale turismo presenta le risorse Internet più disastrate, eppure ha due siti. Quello inglese - sentite - è un'estensione del Centro di ricerca in matematica pura e applicata: impianto grafico improponibile, pagine introvabili, news ferme al 1999. Il sito italiano lascia sognare quando premette: «Per non perdere la rotta in un mare di proposte». Soluzione: «Alcune istantanee dalla provincia». Foto e poco più. Il bel portale culturacampania.rai illustra il patrimonio culturale. Salerno ne esce ridotta. Biblioteche in provincia, 48 (l'Istituto centrale per il catalogo unico ne registra 193). Musei, 23 (mancano Eboli e Pontecagnano). Aree archeologiche, 3 (senza Fratte). Librerie, 2: una a Positano e quella universitaria di Salerno. Teatri: nessuno. Qualche conto non torna in Turismo Campania. Il portale ufficiale della Regione è straricco di notizie. E di curiosità. L'area "Mare" invita a grotte, faraglioni e siti marini: emergono pure Polla, Pertosa e il monte Accellica. La sezione "Turismo congressuale" accenna al Centro sociale di Salerno, ma nella lista «dettagliata» compaiono solo due strutture, a Contursi e Capaccio. Il Festival di Giffoni è sconosciuto; la cittadina, anzi, risulta senza cinema. Fra le sale del capoluogo appare il Modernissimo (ormai sala Bingo) e scompare il Medusa. Nei teatri c'è il Verdi, non l'Augusteo. Almeno, questo sito cita luoghi quasi irrintracciabili altrove: Parco archeologico di San Severino, badia Santa Maria Olearia a Maiori, battistero Marcellianum di Padula Va peggio ad altri gioielli del territorio: l'"Elogium Pollae" (iscrizione romana sulla via Popilia), l'Antece di Sant'Angelo a Fasanella (guerriero scolpito nella roccia), decine di musei antropologici e numerose chiese ipogee affrescate. Perle di cultura, pressoché assenti dai siti della cultura.
CAMPANIA - Quando il turista finisce a Portauova
L'articolo parla di errori e imprecisioni presenti nei siti web di enti pubblici e privati che trattano il turismo e la cultura in Campania. L'Enit, Ente nazionale del turismo, presenta errori come il Civico dianese San Pietro (museo diocesano di Teggiano) e il duomo di Salerno, che compaiono due volte con nomi e informazioni differenti. In provincia, Oliveto Citra non ha il museo archeologico, Nocera Inferiore ne ha due che poi si scopre essere uno, e Sassano vanterebbe un museo Storia memoria del basso vicentino.
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