Tre milioni di euro dalla Regione per il San Carlo. Tra qualche giorno l'annuncio ufficiale di palazzo Santa Lucia dovrebbe ratificare il finanziamento per sbloccare la crisi del Massimo, con una somma pari a quella promessa dagli industriali per Capodimonte. Ed è sempre gelo tra la Iervolino e gli industriali: «Gli artisti non aspettano noi», dice il sindaco. CARTELLE PAZZE: PROTESTA E RACCOLTA DI FIRME Multe e ricorsi, centinaia in piazza LUIGI ROANO «Gli industriali sostengono il museo di Capodimonte e non il San Carlo? No comment». Gli occhi del sindaco però il commento lo fanno, e dire che la Iervolino fosse scontenta è un eufemismo, perché l'umore era molto, molto nero. Delusione sì ma non abbattimento, perché il colpo di scena - come spesso accade - è dietro l'angolo. La discesa in campo del governatore Antonio Bassolino invocata dalla stessa Iervolino è matura. Al punto che a giorni ci dovrebbe essere l'annuncio ufficiale che l'ente di Santa Lucia finanzierà il Massimo napoletano per circa 3 milioni di euro. Gli stessi fondi che Palazzo Partanna e il suo presidente Gianni Lettieri hanno fatto confluire per Capodimonte («Il progetto lì è concreto è serio» la motivazione) e che erano stati promessi per il San Carlo prima che fra Comune e industriali calasse il gelo. I tre milioni della Regione serviranno a garantire un bilancio sereno per il prossimo biennio ma soprattutto a non mettere a rischio la programmazione invernale. «I grandi artisti - ha ribadito la Iervolino - non aspettano noi, dobbiamo fare presto». Separati in casa Iervolino e gli imprenditori a Napoli, ma il sindaco è sicuro che fuori dalle mura amiche si possa ottenere molto di più dal mondo dell'impresa e soprattutto della finanza. L'8 giugno l'appuntamento è con Giovanni Bazoli, presidente di Banca Intesa, il colosso intenzionato a entrare nel cda del San Carlo. Volontà manifestata ormai qualche mese fa ma fino a oggi non concretizzatasi ancora. Il faccia a faccia fra sindaco e Bazoli dovrebbe essere risolutore - auspica il primo cittadino - in senso positivo. Passi in avanti si starebbero facendo anche con l'Eni, l'azienda pubblica che già appoggia la Scala e ora vorrebbe sponsorizzare anche il San Carlo. Vale qui lo stesso discorso che il sindaco sta per affrontare con Banca Intesa: è tempo che alle parole e alle buone intenzioni seguano i fatti. Molte le linee aperte per finanziare il San Carlo e non farlo morire, come spiega il vicepresidente dell'ente Fulvio Tessitore: «Il percorso che porta al mutuo per saldare i debiti pregressi - spiega - è avviato. Ora attendiamo l'esito degli incontri con altri sponsor che potrebbero entrare anche nel cda». Tessitore allude al mutuo da 14 milioni ma soprattutto alla serie di incontri che la Iervolino si appresta a fare. L'ex rettore rispetto alla scelta degli industriali di snobbare il San Carlo è abbastanza deluso: «Non sono in grado di stabilire quali siano i parametri della certezza e dell'incertezza, quelli cioè che hanno spinto gli industriali a decidere di fare investimenti per il museo di Capodimonte e non per il teatro. Io ricordo solo che per iniziativa del Sovrintendente Lanza Tomasi il San Carlo è socio dell'Unione industriali e che noi eravamo e siamo ancora pronti ad accogliere nel cda un loro esponente». L'ex rettore della Federico II però non nasconde un pizzico di amarezza. «C'è poco da meravigliarsi - conclude - spesso noi napoletani ci facciamo del male da soli, di sicuro questa vicenda alcune volte ha rasentato il ridicolo».