Da anni Palazzo Marino toglie soldi a chi produce e fa cultura. I teatri, per esempio, prendono la stessa cifra da dieci anni e a sentire l' assessore Sgarbi dal 2008 saranno falcidiate anche le convenzioni, contratti che finora hanno garantito una continuità del contributo comunale. I musei cittadini lamentano l' assenza di personale per mancanza di fondi e dunque orari spesso forzatamente ridotti d' apertura. Il settore delle biblioteche si è visto calare fondi dai 10 milioni di euro del 2005 a poco più di 8 milioni nella previsione del 2007. Se non vogliamo chiamare cultura le anteprime cinematografiche per solo inviti dell' assessore Terzi, l' unica iniziativa degna di questo nome che ci stanno sbandierato da mesi è il Mito voluto dal finanziere Francesco Micheli. La Verdi sta morendo, ma non è per l' orchestra che la Moratti ieri ha rivolto le accuse di avarizia al governo, bensì per il Museo della Scienza e della Tecnologia di Carlo Tognoli e per la Triennale di Davide Rampello. Un po' poco. Sono davvero soltanto loro assieme a Micheli la cultura milanese? I soli a meritarsi le preoccupazioni della Moratti? O sono semplicemente i più ascoltati e i più coccolati? Ci smentisca con i fatti signor sindaco. La cultura di Milano, tutta, gliene sarà grata
Palazzo Marino toglie soldi a chi produce e fa cultura.
Il Comune di Milano sta riducendo i fondi per la cultura, afferma l' assessore Moratti. I teatri, i musei e le biblioteche subiscono tagli, mentre le convenzioni per i teatri e i musei sono in discussione. L' assessorato Sgarbi ha proposto di ridurre i contributi per i teatri. I musei lamentano la mancanza di personale e orari ridotti di apertura. I fondi per le biblioteche sono calati da 10 milioni di euro nel 2005 a 8 milioni nel 2007. L' assessore Moratti ha accusato il governo di avarizia e ha chiesto di aumentare i fondi per la cultura.
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