E' una produzione tutta da scoprire quella che si appresta a mettere in mostra Napoli in occasione del centenario della morte di Paul Gauguin: «Gauguin e la Bretagna» (apertura al pubblico il 18 ottobre prossimo nelle sale appena restaurate del Carcere alto di Castel Sant'Elmo). La mostra, che conferma il ruolo centrale del capoluogo campano nella divulgazione della cultura artistica, è stata presentata ieri nella sede del Ministero per i Beni e le Attività Culturali dal ministro Giuliano Urbani con Nicola Spinosa, Antonio Maccanico, Antonio Bassolino, Rachele Furfaro e André Cariou, curatore dell'esposizione. Bretagna, ossia Pont-Aven, sobborgo di 1500 abitanti: lì si concentrò, nella seconda metà dell'Ottocento, un gruppo di artisti attirati dalla personalità del pittore, giunto nel nord della Francia «per andare a fare pittura in un buco». Paul trascorse in quelle zone, tra il 1886 e il 1894, trentasei mesi durante i quali strinse amicizie con altri artisti. Fra, di loro nacquero rapporti in seguito identificati con il termine di «Ecole de Pont-Aven» affermando via via una pittura che voleva staccarsi sempre di più dall'impressionismo e che si avviava verso le tecniche moderne. Con Gauguin sono in mostra Emile Bernard (che, successivamente alla Bretagna fece tappa anche a Napoli), Henry Moret, Charles Filiger, Maxime Maufra, Maurice Denis per citarne alcuni. In tutto sono diciannove pittori, cento opere per la maggior parte olii su tela, ma anche sculture, incisioni, un mobile ornato. Sorprende, su tutti, l'elettricità di certi viola, di certi gialli, dei blu fluorescenti del paesaggio, frutto della tersa aria bretone, luminosissima. Dipinti non «dal vero» ma sulla base del ricordo della vista. Dopo il 1894 Gauguin non tornerà più in Bretagna, partendo per l'avventura polinesiana che gli donerà fama immortale. La presentazione della mostra è stata anche occasione per ricordare gli appuntamenti che vedranno Napoli capoluogo dell'arte: il 13 dicembre prossimo si inaugurerà una retrospettiva di Gaspare Traversi, il 20 di ottobre una mostra sulla produzione di Caravaggio eseguita nei suoi soggiorni a Malta, in Sicilia, a Napoli e Roma; il 5 aprile del 2004 l'esposizione di Diego Velàsquez a Capodimonte. E ieri a Roma, ai Musei capitolini, si è anche inaugurata la mostra di gouaches del 700 e dell'800 già presentata a Villa Pignatelli «Itinerari meravigliosi: c'era una volta Napoli» (catalogo Electa Napoli) che resterà in esposizione fino al 16 novembre.