Il deficit della sanità? Non esiste! Basterebbe che le Asl campane, come nel caso della Sa1 di Nocera Inferiore, dismettessero gli sprechi di quaranta anni di gestione dissoluta e di colpo i farmacisti verrebbero pagati, gli ospedali si aprirebbero e i servizi di nuovi reparti verrebbero offerti ai cittadini. La provocazione, ma non è affatto tale, arriva da Legambiente. Paolo D'Amore, dirigente nazionale dell'associazione ambientalista, parte dalla battaglia in difesa della collina di Santa Maria a Castello, fra Castel San Giorgio e Sarno, per aprire il dibattito e porre seriamente la questione. D'Amore prende spunto dal vecchio tubercolosaio di Trivio di Castel San Giorgio, da trent'anni in rovina, e denuncia: «La sanità campana è quasi alla bancarotta - dice D'Amore - L'ASL Sa1 non riesce ad aprire neanche il nuovo ospedale di Sarno ed addirittura non riesce neanche a pagare i farmacisti. É irrealistico e ingannevole pensare di riaprire il plesso di Trivio con funzioni legate alla salute. Anche perché Castel San Giorgio è circondato da presidi ospedalieri. In poco tempo è possibile raggiungere gli ospedali di Nocera Inferiore, Pagani, Sarno e Curteri». Legambiente propone la vendita di questi beni della sanità regionale per creare occasioni di investimento. Ma quanti sono i beni dismessi della Asl Sa1? Tantissimi. A Sarno c'è il vecchio Villa Malta distrutto dalla frana. Sempre a Episcopio esiste l'ex nuovo ospedale che doveva aprire i battenti pochi giorni dopo il 5 maggio e che è stato abbandonato. A Pagani ci sono circa tre padiglioni, adiacenti l'ospedale Tortora completamente inutilizzati e abbandonati. Ed infine l'ex ospedale per tubercolosi di Trivio, oramai ricettacolo di rifiuti e tossicodipendenti. Un patrimonio che è costato milioni di euro ai cittadini, e che è ora fatiscente, abbandonato a se stesso, in rovina e che per recuperarlo avrebbe bisogno di altrettanti milioni di euro e non si sa per farne cosa. Un monumento al degrado e allo spreco, che però Legambiente non vorrebbe venisse abbattuto. «Sarebbe come aggiungere spreco allo spreco - dice D'Amore - Pensiamo al recupero e ad un uso coerente ai luoghi che ospitano le strutture». Per Trivio Legambiente un progetto lo ha e D'Amore non ne fa un mistero: «Innanzitutto riteniamo che il plesso debba tornare nella piena disponibilità del comune di Castel San Giorgio. I cittadini Sangiorgesi non possono più sopportare sul proprio territorio una sconcezza simile. Noi pensiamo che la collocazione strategica del plesso a ridosso dell'uscita autostradale dell'A30, il panorama eccellente ne facciano un posto ideale per la creazione di una struttura alberghiera. La Valle del Sarno è ricca di importantissimi siti ambientali, archeologici, religiosi. Purtroppo non riusciamo ad intercettare l'enorme flusso di visitatori che si spostano tra Pompei e Paestum per un problema di organizzazione, ma anche di carenza di infrastrutture». E sulla proposta di Legambiente il sindaco di Castel San Giorgio sembra pronto a ragionare. «Al momento la proprietà è dell'Asl - dice Andrea Donato - ma è chiaro che non possiamo più consentire uno sconcio simile sul territorio. L'Asl decidesse cosa fare compatibilmente con le proprie risorse finanziarie e noi siamo pronti a fare la nostra parte nell'interesse dei cittadini e del comprensorio».