"Rutelli non è nuovoa decisioni dispoticheUn grande businessche avviene sulla pelledei beni culturali" Il professor Scarpellini dell'università di Perugia contrario all'iniziativa del ministro Pergola - Fra circa tre settimane i bronzi dorati partiranno per la lunga permanenza in Canada decisa dal ministro per i beni culturali. Una decisione che per alcuni avrà effetti molto positivi ma che non convince tutti. Un parere decisamente contrario al trasferimento è quello del prof. Pietro Scarpellini docente di storia dell'arte all'università di Perugia, che parla di decisione dispotica del ministro Rutelli. Il ministro - ha detto Scarpellini - non è nuovo a tali decisioni dispotiche. Pochi mesi fa ha mandato d'imperio l'Annunciazione di Leonardo dagli Uffizi a Tokio e subito dopo, sempre a Tokio, 34 opere della galleria nazionale dell'Umbria e di altre istituzioni museali umbre, tra le quali i più importanti dipinti del Perugino. Non si può dare torto al sindaco di Pergola quando si preoccupa per il vuoto che si viene così a creare nel museo proprio nel periodo in cui è maggiore l'affluenza turistica. I pergolesi non possono ritenersi compensati dalla contropartita consistente nella esposizione di pezzi archeologici provenienti da Boston, esportati illegalmente e restituiti all'Italia. Appare molto improbabile che possano efficacemente sostituire l'attrattiva costituita da un complesso dal fascino eccezionale quale è quello rappresentato dai bronzi. Viene da chiedersi quale sia stato l'iter procedurale, se vi sia stato l'assenso della soprintendenza ai beni archeologici di Ancona, se sia stato udito il parere de comitato tecnico-scientifico per i beni archeologici, che fa parte del Consiglio Superiore dei Beni Culturali. Un altro motivo di contrarietà al trasferimento è la delicata condizione dei reperti. In passato -- ha aggiunto il prof. Scarpellini -- sono stati sottoposti a spostamenti eccessivi, seguiti immancabilmente da stressanti interventi di restauro che non hanno certo potuto ovviare alla fragilità dei rilievi e della dorature. Vanno inoltre presi in considerazione i pericoli che comportano queste trasferte aeree, sempre soggette a possibili incidenti e persino al rischio di attentati. Perchè sottoporre dei beni culturali di tale precarietà a incerti così grandi, in vista di ritorni economici così dubbi ? Non sarebbe stato più ragionevole spedire le copie esposte nel museo di Ancona, senza dire che per propagandare la cosiddetta marchigianità all'estero ci sono eccellenti prodotti gastronomici, lasciando le opere d'arte dove si trovano e invogliando i turisti ad intraprendere un viaggio nelle Marche per vederle. Conviene riflettere su quanto deliberato dalla Regione Sicilia che ha competenze legislative esclusive in materia di ben culturali: l'assessore competente ha annunciato un decreto con il quale verrà posto per alcune delle maggiori opere del patrimonio artistico siciliano un veto assoluto alla esportazione in altre regioni e all'estero. Il professor Scarpellini ha concluso il suo intervento parlando di quelli che secondo lui sono i veri motivi del trasferimento dei bronzi: Ci sono interessi costituiti potentissimi. Sui viaggi delle opere d'arte si è ormai formato un giro d'affari paragonabile a quello di una grande industria. Sono in ballo gli spedizionieri, i restauratori, gli editori che stampano cataloghi a getto continuo, gli stessi curatori delle mostre che ne ricavano proventi tutt'altro che disprezzabili, senza contare i vantaggi che vi ricavano i politici attraverso il ritorno d'immagine. Peccato che tutto questo business avvenga sulla pelle dei beni culturali. GIUSEPPE MILITO
Bronzi in Canada, trasferta con troppi rischi
Il professor Scarpellini, docente di storia dell'arte all'università di Perugia, è contrario al trasferimento dei bronzi dorati in Canada deciso dal ministro Rutelli. Scarpellini considera la decisione dispotica e ha sollevato diverse preoccupazioni, tra cui la delicata condizione dei reperti, i pericoli delle trasferte aeree e la possibilità di attenti. Ha anche sottolineato che ci sono interessi costituiti potentissimi nel settore delle opere d'arte, come gli spedizionieri, i restauratori e i politici. Il professor Scarpellini ha concluso che il business delle opere d'arte avviene sulla pelle dei beni culturali.
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