E allora chiamiamolo amore. Pare che i nostri cugini d'Oltralpe abbiano riscoperto il Bel Paese, un po' sul modello di Chateaubriand e degli intellettuali ottocenteschi per i quali non poteva esserci nulla di meglio che un «Grand Tour» tra Roma, Firenze, Napoli. E se è ormai assodato che le colline toscane sono una sorta di appendice della swinging London, è bene aspettarsi un consistente aumento della erre arrotata tra i futuri villeggianti (e investitori) nella nostra penisola. Complice del revival per l'Italia è un quotidiano, Le Monde, che spesso (quasi sempre) non è stato tenero con i rappresentanti politici del nostro Paese, Berlusconi in primis. Ma per una volta la politica non c'entra ed ecco quindi il direttore del giornale, Jean Marie Colombani (il nome non inganni: il giornalista è di origine córsa), presentarsi sorridente a Milano per il lancio del primo di una serie di supplementi che il suo quotidiano dedica proprio all'Italia (con oltre 500mila copie distribuite nelle edicole francesi). Si tratta di un inserto di circa 130 pagine patinate dirette da Fabrizio Sclavi: all'interno, il Nord-Est che produce, le magie del Palio di Siena, un'intervista a Giorgio Armani, un viaggio nella Sicilia barocca e uno in via Montenapoleone a Milano, e così via. Désir d'Italie è il titolo dell'inserto e non poteva essere più azzeccato. In copertina, emblema di fascino ed eleganza, la splendida Carla Bruni, top model da urlo e ultimamente cantante dalla voce flautata. Ottimo esempio, si dirà: certo è che la bellezza eterea della Bruni (peraltro da anni francese d'adozione) si addice forse più alle raffinatezze parigine che alle ruspanti fattezze di molte «bellone» di casa nostra. Ma il punto, ce lo dice orgogliosamente Jean Marie Colombani nel suo italiano un po' stentato, è «mettere in luce ciò che accomuna e che unisce la Francia e l'Italia: per troppo tempo questi legami sono stati dimenticati, ma ora abbiamo voluto dare a chiunque l'opportunità di constatare quanto forti essi siano». E se nei secoli scorsi il Grand Tour era un must per gli aristocratici, oggi vengono in Italia non solo turisti («ci sono così tante cose da vedere e una tale varietà di paesaggio che è impossibile ricordarle tutte»), ma anche gli imprenditori: «Il Nord Italia - commenta Colombani - è un esempio che tutta l'Europa dovrebbe imitare». Preparato in materia cinematografica (con una certa riluttanza ammette che «in fondo, Cannes e Venezia si equivalgono»), cita il Neorealismo (e non trascura Moretti), le opere di Giorgio Strehler («influenzano ancora molto il nostro teatro») e persino alcuni nostri autori, come Claudio Magris ed Erri De Luca. È evidente che per il direttore del quotidiano della gauche francese, con il Bel Paese è stato amore a prima vista Creativa, industriosa, bella: così Jean Marie Colombani ama definire l'Italia. In questo viaggio fotografico tra le bellezze «da cartolina» del nostro Paese per una volta la politica, il campanilismo e la corsa a chi conta di più in Europa sono rimasti a casa.