Il Museo della Città, dedicato alla Salerno preistorica spazzata via da uno tsunami, è la proposta che la Soprintendente ai Beni Archeologici Giuliana Tocco, ci lascia "in eredità" andando via da Salerno. Quell'area di Oliva Torricelli, su cui dovevano sorgere gli stabilimenti della Finmatica, rivelatasi importantissima per la ricostruzione storica della città di Salerno, resta, secondo il Puc, area di servizi con qualche innesto di edilizia economica e popolare. La Tocco va via con due rimpianti: non essere riuscita a imporre la destinazione a sito archeologico in quella pianura nei pressi del mare, e l'aver inoltrato al Tar quella denuncia («non lo avevo mai fatto prima», dice) con cui l'Avvocatura dello Stato ha evidenziato il "periculum in mora", rappresentato da «danni gravi ed irreparabili che il patrimonio archeologico cittadino potrebbe subire dall'entrata in vigore del Puc, il quale connota come parchi pubblici attrezzati aree archeologiche». L'udienza si terrà il 21 giugno. Da Benevento «altra terra di grossa rilevanza archeologica» nell'ambito della Soprintendenza che fa capo a Salerno, salutano la sua partenza, invece, con una targa che recita così: «Per aver dato l'orgoglio del passato e la speranza del futuro». Invece «il capoluogo della Soprintendenza - dice lei - è proprio quello con cui non riusciamo a collaborare e in cui assistiamo ad un modo brutale di intervenire sul territorio». Un compromesso? Sarebbe possibile: «Destinando l'impianto che doveva ospitare gli uffici della Finmatica a servizi e realizzando il parco archeologico tutto intorno» dice. Secondo lei, in quell'area di Fuorni, nelle vicinanze dell'aula bunker, c'è ancora tanto da scoprire. E tanto venne fuori già con i primi movimenti di terra in vista della realizzazione dei locali del tribunale e, successivamente degli stabilimenti della Finmatica. Intanto non ci sono a Salerno altre notevoli testimonianze dei periodo preistorico e protostorico. La fase è quella più antica, del passaggio dall'età del rame a quella del bronzo. Lo strato interessato è di grosso spessore, maggiore rispetto ai siti in genere, e molto ben conservato. Quasi intatta è la forma delle capanne delimitate dai buchi nel terreno in cui piantavano i bastoni. Integra parte della suppellettile, coppette, contenitori per cibo in particolar modo, mantenuti in uno stato «così buono come raramente capita in quei livelli preistorici». In alcuni casi è stato addirittura trovato il legno carbonizzato nei buchi. Tutto ciò ha fatto pensare ad un evento disastroso che potrebbe aver portato improvvisamente distruzione e morte. Il simbolo del nuovo sito, o del museo, potrebbero essere le impronte di un animale e del bambino che lo accompagnava, immerse nelle sabbie vulcaniche portate dal maremoto. Oltre Oliva Torricelli, restano a rischio, secondo la «oprintendente Tocco, le aree archeologiche del centro storico, Fratte, San Leonardo e Sant'Eustachio, tutte vincolate e «ampiamente documentante» in merito alla presenza di significative testimonianze del passato dalla preistoria al periodo osco-etrusco fino ad arrivare all'età romana.
Un intervento brutale qui non c'è dialogo Il 21 giugno si discuterà al Tar il ricorso sul parco urbano
La Soprintendente ai Beni Archeologici Giuliana Tocco, che lascia il suo incarico, ha espresso il suo rimpianto per non aver potuto imporre la destinazione a sito archeologico all'area di Oliva Torricelli a Salerno, dove si trovavano gli stabilimenti della Finmatica. L'area è stata destinata a servizi e edilizia economica e popolare. La Tocco ha anche denunciato il "periculum in mora" rappresentato dal potenziale danno al patrimonio archeologico cittadino. L'udienza si terrà il 21 giugno.
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