Incrocia le dita Mario Pagano, alla fine sembra averla spuntata nel toto candidati al vertice della soprintendenza archeologica di Salerno. La notizia, al momento ancora ufficiosa, gli è giunta ieri mattina nella sua casa di Torre Annunziata. Un tam tam di telefonate ed e-mail di felicitazioni per l'alto incarico che andrebbe ad aggiungersi a quello che già ricopre di responsabile del patrimonio archeologico del Molise. Terra che l'ha portato recentemente agli onori delle cronache per il ritrovamento di una maschera di bronzo databile alla prima metà del VI secolo avanti Cristo, un manufatto magnogreco proveniente da Cuma o Taranto, attraverso la rotta dell'ambra che passava per l'Adriatico. «Il decreto ufficiale non mi è ancora pervenuto - spiega il giovane archeologo che non ha ancora sfiorato i cinquant'anni - Certo tutto può accadere; ho dalla mia, però, il fatto di avere tutte le carte in regola, non solo a livello di titoli, ma anche perchè godo della 104, ovvero l'atto di avvicinamento al mio luogo di residenza per gravi motivi di famiglia. Ho chiesto io di venire a Salerno già dallo scorso gennaio, ben sapendo che la sede di palazzo Fiore dal primo giugno sarebbe stata vacante. È un diritto che mi spetta, se dovessero negarlo sarò costretto a ricorrere alle vie legali». Il curriculum di Pagano è di tutto rispetto, oltre duecento pubblicazioni, ideazione ed organizzazione di mostre anche all'estero, dottorati di ricerca in mezzo mondo, collaborazioni scientifiche con fondazioni internazionali di ricerca, con il Cnr ed il Murst, accademico e collaboratore di riviste specializzate. «Vengo dalla gavetta - dice con orgoglio - Sono stato assistente di scavo a Napoli e, manco a farlo apposta, proprio di Giuliana Tocco. L'archeologia è una passione che respiro e coltivo fin da ragazzo, non a caso sono nato nella culla della storia, Neapolis. Dopo la laurea in lettere classiche ed il diploma in archivistica, paleografia e diplomatica, mi sono perfezionato presso la Scuola archeologica di Atene. Mi sono fatto le ossa tra scavi, archivi e biblioteche, i primi frutti li ho raccolti quando sono diventato direttore dell'area archeologica di Ercolano e di Stabiae e coordinatore del settore restauro di Pompei. Infine la nomina a soprintendente del Molise, regione che amo, come amo il Salernitano. C'è una piccola perla ancora nascosta da valorizzare, Nocera. Ecco, se effettivamente sarò il nuovo soprintendente, penso che partirò proprio da Nuceria Alfaterna e dai suoi tesori». A palazzo Fiore c'è fermento. Ieri Giuliana Tocco era ancora al lavoro, circondata dall'affetto dei funzionari che hanno accompagnato il suo percorso ventennale tra Salerno, Avellino e Benevento. Sul tavolo una serie di inviti, il 9 giugno si festeggerà una delle sue ultime creature, il museo narrante di Hera Argiva. Non si allontanerà fin quando non avverrà la consegna definitiva del mandato, il suo auspicio è che avvenga presto, il giallo che ha circondato l'avvincendamento è stata una spina nel fianco, un motivo di stress per tutti. Le voci si sono rincorse fino all'altra sera, quando si dava per scontato l'arrivo di Angelo Ardovino, ex soprintendente di Milano, attualmente ispettore centrale del ministero dei beni culturali. Qualcuno ipotizza che i giochi non siano ancora chiusi. Lo stesso Pagano stamattina riprenderà servizio a Campobasso, pronto a fare i debiti scongiuri.
Il soprintendente del Molise dovrebbe reggere l'incarico ad interim. Il giallo sulla nomina di Ardovino
Mario Pagano, un giovane archeologo, sembra aver vinto la candidatura al ruolo di soprintendente della soprintendenza archeologica di Salerno. La notizia è ancora ufficiosa, ma Pagano ha ricevuto felicitazioni per il suo incarico. Pagano ha un curriculum di tutto rispetto, con oltre duecento pubblicazioni e collaborazioni scientifiche con fondazioni internazionali. È stato assistente di scavo a Napoli e ha lavorato come direttore dell'area archeologica di Ercolano e di Stabiae. La nomina è stata vista come una vittoria per l'archeologia e per la regione del Molise, che Pagano ama.
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