Bacoli. La Regione assegna gli ormeggi nel porto di Baia per mille posti barca: confermate le concessioni temporanee fino al 31 ottobre alle aziende che già la scorsa estate hanno ricevuto i titoli per il montaggio dei pontili galleggianti. Si dà così inizio, con l'assemblaggio degli approdi turistici nel parco sommerso archeologico, alla stagione diportistica anche lungo il litorale flegreo. Ieri, nel tardo pomeriggio, l'accordo è stato siglato da Regione, sovrintendenza ai Beni archeologici, Comune di Bacoli e Agenzia al demanio dopo un lungo tavolo di concertazione sollecitato dal sindaco di Bacoli Antonio Coppola. Il primo cittadino, infatti, è intervenuto con una nota inviata in prefettura, in Regione e a tutti gli enti competenti per risolvere la questione degli ormeggi sollecitando le assegnazioni «per motivi di ordine pubblico. In attesa di definire la portualità turistica flegrea, il polo del rilancio e del processo di riqualificazione di Bacoli». Quindi, dopo la riunione l'assessorato regionale ai Trasporti ha confermato il piano ormeggi della scorsa estate in attesa di un programma di riordinamento dell'asseto portuale flegreo. I ritardi nell'assegnazione dei permessi sono da attribuire ad una diatriba in corso tra Palazzo Santa Lucia e Stato riguardo le competenze nel parco sommerso archeologico. Si aspetta, infatti, la sentenza del Consiglio di Stato che dovrà stabilire a chi spetta il rilascio delle autorizzazioni. Secondo il Tar Campania, l'autorità è del ministero ai Beni Ambientali perché si tratta di un'area marina protetta che, come tutti i tratti protetti presenti in Italia, ricade nella giurisdizione dello Stato. La Regione, invece, ha presentato ricorso ai giudici di Palazzo Spada. E in attesa della sentenza che porrà definitivamente fine alla querelle di competenze, l'assessorato ai Trasporti di palazzo Santa Lucia riconferma pro tempore i titoli concessori storici nel parco sommerso archeologico. Qui, sui fondali è conservata la città di epoca imperiale. L'area, tutelata dalla soprintendenza ai Beni Archeologici, è stata istituita il 7 agosto 2002 con un decreto ministeriale che lo ha suddiviso in tre zone. La zona C, di riserva parziale, è utilizzabile per la nautica da diporto. Nei sette lotti marini, che occupano un tratto marino di 50mila metri quadrati, i posti barca disponibili sono mille.