Ritorno a Botticelli. Dopo oltre cinquecento anni di diaspora, alcune fra le più importanti opere del più affascinante pittore del Rinascimento italiano saranno riunite a Firenze per la grande mostra che, dal 10 marzo all'11 luglio 2004, gli sarà dedicata a Palazzo Strozzi La mostra è preceduta da un'anteprima (ma con qualche opera in meno) che si inaugura il 29 settembre a Parigi al Musée du Luxembourg, nell'ambito del semestre di presidenza italiana della Comunità europea, aperta fino al 22 febbraio. Il tema della mostra - «Botticelli, da Lorenzo il Magnifico a Savonarola» ne esemplifica il tormentato cammino artistico-spirituale, avviatosi nel fulgido clima umanistico della Firenze medicea e conclusosi sotto l'influsso del frate accusatore che violentemente lo respingeva. Prestiti dai maggiori musei italiani e stranieri - dalle prime Madonne con Bambino alle drammatiche Storie di Nastagio degli Onesti eccezionalmente prestate dal Prado - rendono di particolare importanza la rassegna che presenta anche le opere di artisti vicini a Botticelli come Piero di Cosimo e Filippino Lippi e perfino Leonardo, del quale sarà presentato uno straordinario disegno da una collezione privata americana. La mostra parigina non è andata esente da polemiche. La partenza dagli Uffizi di alcuni capolavori come La calunnia, Ritratto di ignoto e l'Annunciazione preoccupa la direttrice del museo fiorentino Anna Maria Petrioli Tofani, contraria alla "depauperazione" della Galleria. Invece Antonio Paolucci, soprintendente al polo museale fiorentino, che ha autorizzato la spedizione, ritiene che Firenze non ci perda: «Agli Uffizi - ha detto - rimarranno pur sempre la Venere, La Primavera e La Madonna del Magnificat».