«Così si corona il sogno dellarchitetto Sacconi, che in un disegno del suo Vittoriano aveva immaginato la terrazza delle quadrighe gremita di persone» ha detto il ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli inaugurando ieri gli ascensori che da oggi porteranno 2500 persone al giorno «sul belvedere più bello del mondo». E il capo dello Stato, Giorgio Napolitano: «Lidea che ci troviamo in uno dei punti più straordinari del mondo mi è suggerita da ogni occasione di incontro, e anche da quelli più recenti con i presidenti dellEuropa centrale e meridionale». Il sindaco Walter Veltroni, salendo in cima allAltare della Patria, ha definito «sobri, eleganti, amovibili e lievi» gli ascensori. «Penso che molti turisti - ha aggiunto - avranno voglia di vivere questa esperienza che si aggiunge alle altre che Roma offre». Ossia «limmutabilità nel tempo e nello stesso tempo linnovazione. Uno spettacolo molto affascinante». La terrazza, si augurano gli organizzatori, da oggi sarà gremita come successe solo due volte, ha ricordato il direttore del Vittoriano, Alessandro Nicosia: «Nel 1921 quando fu portata la salma del Milite ignoto e nel 1927 allinaugurazione delle due quadrighe in bronzo». E la visita alla "Patria di marmo" consente di guardare meglio anche la "Vittoria alata" di Mario Rutelli. «Lha realizzata mio nonno: tiene nella mano sinistra un ramo dulivo mentre in quella destra un ramo di quercia. Vi assicuro che allepoca non era in auge, come oggi, la simbologia floreale del centrosinistra» ha detto scherzando il vicepremier. Che molto seriamente ha invece sottolineato, inaugurandola, il valore della mostra (dipinti, disegni, foto ma anche oggetti e testimonianze documentarie) "Il lavoro che cambia: mestieri tra identità e futuro". Lesposizione nella Sala gipsoteca - fino al 14 ottobre, ingresso gratuito dal lato dellAracoeli - rientra nel progetto nato nel 2004 "Le radici della nazione", che si svilupperà attraverso una serie di eventi (5 mostre monografiche) fino al 2011.