I patiti di fitness ci correvano intorno e qualcuno tentava anche larrampicata. Era passato troppo tempo per poter ricordare che la Montagnola del Bosco di Portici, invece che un inspiegabile cumulo di sterpi e pietrisco era come le finte rovine e le praterie allapparenza selvagge (in realtà coltivatissime) un "monumento" che i paesaggisti del Settecento inserivano nel giardino allinglese. Un paziente lavoro di ricerca e ricostruzione e un apposito studio di fattibilità ultimato a dicembre 2003, che la committenza pubblica - in questo caso la Provincia di Dino Di Palma e la Soprintendenza di Palazzo Reale di Enrico Guglielmo - qualche volta ha la fortuna di incontrare, ha restituito al parco annesso alla Reggia di Portici la sua storia, le sue radici. E le ha anche ridate ai quarantenni ex ragazzi vesuviani che conservano ricordi legati ai viali di lecci, a canali e laghetti, cigni e statue di pietra che poi hanno perso come tanti paesaggi della zona (e non certo per guadagnarci progresso). Ad ogni modo è pronto il restauro di una parte del Bosco di Portici - Prateria e Montagnola nel Bosco Inferiore - e stamattina alle 10.30 i cancelli di questaltro sito borbonico si riapriranno per tutti. Lingresso al Parco da via Marittima, serrato da cinquantanni, tornerà agibile. Questo ridarà la collocazione giusta e lorientamento agli osservatori: Carlo e Maria Amalia di Borbone infatti si erano costruiti la reggia con vista sul mare e questo, entrando in Portici da Ercolano, non si capisce. Larchitetto paesaggista autrice del restauro, Maria Luisa Margiotta, guiderà la prima visita. Poi via ai festeggiamenti: lo spettacolo "Pulcinelliade" del Laboratorio di antropologia teatrale ed etnomusicologia a cura di Alberto Baldi, le Guarattelle di Bruno Leone e Alberto Russo, i Pupi di Carmine Perna. «Abbiamo sempre considerato un impegno prioritario il recupero e la valorizzazione della Reggia di Portici - dice Di Palma - e per questo stiamo investendo una parte consistente delle nostre energie per articolare un fitto programma di interventi in stretta collaborazione con la Soprintendenza ai Beni architettonici e per il paesaggio». Quello che si inaugura è il primo lotto, il grande viale Carlo III detto la Prateria, che dalla via Marittima porta allemiciclo della Reggia, e la Montagnola, collinetta con belvedere in cima nel lato sud del bosco. La ricostruzione ci ha fatto scoprire che nellarea verde si coltivavano vigneti (si produceva il vino del re, la Malvasia, il moscatello e la Falanghina), ma cerano anche aree per la caccia, giardini segreti e animali esotici. «È la prima volta - spiega lassessore ai Beni culturali Antonella Basilico - che in questo parco si utilizzano e attuano i criteri previsti dalla Carta di Firenze, una convenzione internazionale per il restauro del verde storico». Da trapezio per le esercitazioni militari, la Prateria nellOttocento diventa un ettaro di "parco giochi" per i reali. «Il parco del Real Sito di Portici - racconta larchitetto Margiotta - è di certo un esempio di giardino mediterraneo: i lecci si fondono con lartificialità delle architetture vegetali più colte del litorale vesuviano. La collinetta della Montagnola si legge negli archivi che fu formata con terreni di scavo provenienti da Ercolano. Un riciclo "colto". Noi però abbiamo rinvenuto solo pezzi di scarto in terracotta delle Regie Fornaci del Granatello, poco distanti dal confine del parco».
Reggia di Portici riaperto il bosco del Settecento
La Reggia di Portici, un sito storico e paesaggistico della Provincia di Dino Di Palma, è stato oggetto di un lavoro di ricerca e ricostruzione che ha restituito la sua storia e le sue radici. Il parco annesso alla reggia, noto come Bosco di Portici, era stato chiuso da cinquantanni, ma ora è pronto per il restauro di una parte del Bosco Inferiore, Prateria e Montagnola. Il restauro è stato realizzato grazie a un studio di fattibilità e a una collaborazione con la Soprintendenza di Palazzo Reale di Enrico Guglielmo. Il parco sarà nuovamente accessibile e sarà possibile visitarlo. La prima visita sarà guidata dall'architetta paesaggista Maria Luisa Margiotta.
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