TOSCOLANO MADERNO (Brescia) All'inizio c'era un uliveto. Alberi secolari sul terrazzo naturale affacciato sul lago di Garda, a mezza costa, al confine tra Gardone e Toscolano. «Piante vecchie, ammalate, meglio toglierle e sostituirle» dissero gli allora proprietari dell'area. E così fu, almeno per quel che riguardò l'abbatterle. Legambiente, nel '99, presentò un esposto alla Procura di Brescia che, tuttavia, non ebbe seguito. «Però avevamo visto giusto, si stava preparando l'ennesima colata di cemento», sospira oggi Cristina Milani che, con i rappresentanti di Italia Nostra, l'associazione Roverella di Padenghe, il comitato per il Parco delle Colline Moreniche, ha organizzato nei giorni scorsi una passeggiata di protesta attraverso le «villettopoli» della riviera. E la camminata è arrivata anche quassù dove, al posto degli ulivi, ora c'è il progetto per 72 unità turistico-alberghiere (4.500 metri quadrati) con annessi club house, ristorante e servizi comuni per altri 500 metri quadrati. Si chiama «Orizzonti del lago», nel senso che sul lago è affacciato: «Però l'orizzonte lo cancella a tutti gli altri» commenta Luca Rinaldi, il sovrintendente che ha detto «no» al progetto (siamo anche nel Parco Alto Garda) anche perché lo ritiene sovradimensionato. Puntuale, è arrivato il ricorso al Tar: ennesima schermaglia tra verde e cemento in riva al lago.