Si realizza dunque il sogno di Giuseppe Sacconi, l'ideatore di quella che, ai suoi tempi - come ricorda il Ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli, intervenuto ieri mattina all'inaugurazione delle nuovissime cabine volanti lanciate nel cielo di Roma - fu definita pomposamente «La Patria di marmo»: Sacconi infatti, le immaginava già, quelle terrazze, gremite di popolo, disegnando i bozzetti del monumento nei primi due decenni del Novecento. «La circostanza che il tuo bisnonno, lo scultore della Fontana dell' Esedra, Mario Rutelli, sia stato uno dei partecipanti al concorso per le Quadrighe - chiedo al Vice-Presidente del Consiglio - ha influito in qualche modo sulla tua simpatia, all'epoca nient'affatto condivisa, parlo di quando eri Sindaco di Roma, per questa costruzione certamente la più discussa e criticata dell1 architettura del primo Novecento nella Capitale?». «Mario Rutelli fu bocciato al concorso per le quadrighe, che però si possono ammirare sul frontone del Politeama di Palermo, ma è sua la Nike alata qui sotto..». Chiacchieriamo sulle terrazze più alte del monumento, queste per la prima volta raggiungibili in ascensore, nel sole abbagliante del mezzogiorno, nel suono, quasi un'orchestra, delle campane di tutte le chiese di Roma, mentre la Città Eterna si spiega ai nostri occhi dai monti al mare, gremita di cupole, fori, torri, campanili e il Pantheon e la Sinagoga, e la spirale meravigliosa del Borromini, S.Ivo alla Sapienza, e le grandi macchie di verde delle Ville... La Nike alata del bisnonno del Ministro reca - l'ha ricordato lui stesso, ridendo - «i simboli botanici della politica attuale, la quercia e l'ulivo, ma non c'è conflitto di interessi...». Il primo riscatto di quella che veniva chiamata, sprezzantemente, «la macchina da scrivere», fu la sua illuminazione che cominciò a restituire il monumento, quasi con effetti cosmetici, una qualche negata bellezza. «Quando ero Sindaco - dice Rutelli in conferenza stampa - furono Nicosia e Talamo a propormi la valorizzazione di questo luogo che nell'immaginario collettivo colto era stato in qualche modo cancellato. Ma è stato il Presidente Carlo Azeglio Ciampi a volerne fortemente la rivalutazione. E fu lui, nel 2004, a chiedere che le terrazze delle quadrighe fossero raggiungibili. E per la festa della Repubblica, il 2 giugno, il suo successore, Giorgio Napoletano, sarà qui». Ma l'attuale Presidente della Repubblica, in fine mattinata, ricevuto dal Vice-Presidente del Consiglio, era già al Vittoriano per visitare la davvero inedita Mostra, curata da Franco Ferrarotti e da Giuseppe Talamo, dedicata a «11 lavoro che cambia, mestieri tra identità e futuro». Mi dice il Maestro della sociologia italiana, Ferrarotti: «Nel lavoro italiano, c'è un filo ininterrotto di continuità identitaria, con una precisa dimensione estetica, tra il mondo contadino e artigianale e la successiva fase industriale fino alla contemporaneità telematica». Ascensori e Mostra aperti dalle 9,30 (sospeso l'uso degli ascensori per il 2 giugno), tutti i giorni dal lunedì al giovedì fino alle 19.30, venerdì e sabato fino alle 23.30, domenica fino alle 20.30 Biglietto 7