- PISA - LA TORRE pendente non ha paura dei turisti. Ne può accogliere quanti vuole nella a sua 'pancia', al massimo le faranno il solletico. Dunque sta bene il campanile più famoso e strabiliante del mondo. Ce lo avevano già assicurato nel 2000, al termine dei lavori di stabilizzazione durati oltre dieci anni. E ce lo hanno ripetuto ieri alla presentazione del volumetto edito da Pacini «II restauro della torre pendente di Pisa», firmato dal professor Michele Jamiolkowski, presidente del comitato intemazionale che ha salvato il monumento, e dal professor Carlo Viggiani, l'ingegnere del comitato che ha seguito da vicino le operazioni di sottoescavazione con le quali il campanile è stato raddrizzato di 40 centimetrì. «Al termine dei lavori lo strapiombo era passato da quattro metri e mezzo a quattro metri e 10 centimetri», ha ricordato il professor Jamiolkowski. «Oggi, dopo sei anni, la Torre ha proseguito nel suo cammino virtuoso tornando indietro da sola di altri 5 centimetri. Adesso resterà stabile almeno per 250-300 anni. Dopo potrebbe continuare a restare ferma oppure riprendere la discesa». Sono stati comunque guadagnati duecento anni di vita, al termine dei quali l'ingegneria e la cultura potranno avere nuovi metodi a disposizione. E proprio per i posteri saranno a disposizione gli atti del comitato, quattro volumi stampati dall'Istituto poligrafico dello Stato, in cui vengono ripercorse tutte le fasi del restauro «perchè queste siano ripetibili, criticabili e miglioratili» tra 250 anni. I volumi verranno presentati il 7 giugno a Roma all'Accademia nazionale dei Lincei, alla presenza del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.