La famosa "Pala di San Zeno" di Andrea Mantenga è arrivata a Firenze, per essere sottoposta ad un delicato restauro da parte dell'Opificio delle Pietre Dure, il più rinomato laboratorio in materia, famoso per aver curato centinaia di capolavori, soprattutto del Rinascimento. La "Pala di San Zeno", eseguita tra il 1457 e il 1460, è l'unico dipinto mobile del Mantega ancora conservato nella sua collocazione originaria, la basilica di San Zeno a Verona. L'intera composizione è densa di richiami all'antichità, a partire dal fregio con i putti e dal trono concepito come un sarcofago. La cornice, probabilmente disegnata dallo stesso Mantegna, è ancora quella originale, e rappresenta un capitolo fondamentale nell'evoluzione spaziale della pala d'altare, consentendo al pittore il superamento della divisione in scomparti. Per impostare il restauro, "La Pala di San Zeno" sarà sottoposta ad una serie di delicate indagini diagnostiche, al fine di accertare il suo stato di salute.
A Firenze. Al via il restauro della Pala di San Zeno di Andrea Mantegna
La famosa "Pala di San Zeno" di Andrea Mantenga è arrivata a Firenze, per essere sottoposta ad un delicato restauro da parte dell'Opificio delle Pietre Dure, il più rinomato laboratorio in materia, famoso per aver curato centinaia di capolavori, soprattutto del Rinascimento. La "Pala di San Zeno", eseguita tra il 1457 e il 1460, è l'unico dipinto mobile del Mantega ancora conservato nella sua collocazione originaria, la basilica di San Zeno a Verona. L'intera composizione è densa di richiami all'antichità, a partire dal fregio con i putti e dal trono concepito come un sarcofago. La cornice, probabilmente disegnata dallo stesso Mantegna, è ancora quella originale, e rappresenta un capitolo fondamentale nell'evoluzione spaziale della pala d'altare, consentendo al pittore il superamento della divisione in scomparti. Per impostare il restauro, "La Pala di San Zeno" sarà sottoposta ad una serie di delicate indagini diagnostiche, al fine di accertare il suo stato di salute.
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