Una data nascosta, però, potrebbe anticipare la creazione al 1443 Consegnata nel 1459 a Gregorio Correr, abate di San Zeno, la Pala secondo la tradizione sarebbe stata dipinta nel biennio precedente, anche se le analisi in occasione della mostra hanno rivelato la presenza di una data antecedente, il 1443, che metterebbe in discussione la stessa data di nascita di Andrea Mantegna, anticipandola. Nel 2006, la Soprintendenza per il Patrimonio storico artistico e etno-antropologico, l'assessorato alla Cultura del Comune e il Museo di Castelvecchio chiesero all'Opificio delle Pietre Dure di effettuare una verifica dello stato di conservazione della Pala di San Zeno, per valutare la possibilità di smontare ed esporre l'opera alla grande mostra del Mantegna prevista alla Gran Guardia. L'esame del dipinto mise in luce l'esistenza di numerosi problemi conservativi dovuti principalmente a tre fattori: il naturale invecchiamento dell'opera in rapporto alle condizioni ambientali, i precedenti restauri e l'errato rimontaggio della struttura, conseguente ai numerosi spostamenti della pala nel corso dei secoli. I lavori di smontaggio dall'altare maggiore, seguiti dal fabbriciere, l'architetto Flavio Pacherà, iniziarono il 26 giugno dell'anno scorso. Dopo un primo intervento leggero venne esposta in mostra per quattro mesi e mezzo e poi a inizio febbraio inviata a Firenze per il restauro, per il quale l'Amministrazione comunale all'indomani dell'esposizione ha destinato una parte significativa dei ricavi a sostenere il progetto di restauro e la pubblicazione che lo documenterà.