I dubbi di natura giuridica frenano gli uffici comunali che già avevano congelato il provvedimento. Toccherà alle nuove hostess chiamare i vigili per multare i turisti che improvvisano picnic II sindaco: «II regolamento vieta i bivacchi, ora passiamo alle vie di fatto». E annuncia mano forte contro i venditori grano L'ordinanza anti-panini non si farà. E se proprio da Ca' Farsetti dovesse uscire un ordine, sarà solo per ricordare quanto contemplato dal Regolamento di polizia urbana. Quello, per intenderci, che all'articolo 23 vieta in tutta l'area marciana i bivacchi. Testuale: "È proibito sostare per consumare cibi o bevande ad esclusione delle aree in concessione ai pubblici esercizi". Ossia: negli spazi concessi ai bar e attrezzati con tavoli e seggiole ci si può sedere e mangiare, nel resto della piazza no. Nel senso che non si può improvvisare picnic per terra né sui gradini delle Procuratie Nuove né sul Molo. Mangiare in piedi, però, non è vietato. Né lo sarà. Massimo Cacciati non ha detto che è una retromarcia del Comune, ma la sostanza è questa. Dopo interi giorni passati a preparare un'ordinanza contro il consumo deambulante di panini e affini, dopo aver congelato il testo per veri-ficare la legittimità dei divieti riguardanti i sandwich e i tranci di pizza da passeggio, ieri mattina il sindaco ha risposto ai cronisti che chiedevano lumi sull'ordinanza sventolando il Regolamento di polizia urbana. Ha letto per intero l'articolo 23 e si è soffermato sul paragrafo riguardante piazza San Marco: «Basta o no? C'è già scritto tutto qui». Tutto non proprio, dal momento che era stato annunciato il nuovo divieto di consumare cibi in piedi. «Non c'è una carenza normativa - ha detto il sindaco bensì applicativa. Ma noi siamo sotto organico di vigili in maniera spaventosa e non possiamo neanche assumerne di nuovi». A far rispettare i divieti di bivacchi ci penseranno le 7 hostess assunte a tempo determinato che prenderanno servizio dal 1. giugno. Saranno loro, poi, a chiamare i vigili: «Multeremo - annuncia Cacciali - Passeremo alle vie di fatto». Un'ordinanza, in compenso, riguarderà i venditori di grano: il Comune ha provato a convincerli a lasciare la Piazza, la concertazione è fallita, vorrà dire -ha detto Cacciari - che «se non l'hanno capito con le buone lo capiranno con le cattive. Bisognerà pensare assieme alla Soprintendenza a una ordinanza che vieti la vendita di grano in Piazza».