Un nuovo direttore per ridare slancio all'Istituto Regionale Ville Venete. Il Consiglio di amministrazione dell'ente, presieduto dalla vicentina Nadia Qualarsa, Forza Italia, ha recentemente individuato la figura del nuovo timoniere: è l'architetto trevigiano Carlo Canato, 52 anni, lauree in architettura e scienze giuridiche, ex direttore generale dell'area "servizi territoriali" del Comune di Conegliano Veneto. A lui l'onore e l'onere di ridare spolvero all'ente che ha il compito di valorizzare un patrimonio di 4.270 ville tra Veneto e Friuli-Venezia Giulia. «La nomina di Canato - spiega la presidente Qualarsa - mette fine ad un periodo di incertezza che si era aperto circa un anno fa, dopo che al dottor Gasparin era subentrato Costantino Toniolo, il quale si è poi dimesso a febbraio di quest'anno. Adesso siamo pronti a ripartire con grande entusiasmo, superando le incomprensioni». - La scelta del direttore, per la prima volta, è avvenuta sulla base di un bando pubblico. «Per la prima volta non si tratta di una nomina politica, ma di una nomina basata esclusivamente sulle competenze. Sono arrivati 49 curricula e meno di una decina di essi sono stati scartati per difetti formali. La scelta dell'architetto Canato è stata assunta all'unanimità». - Un tecnico di esperienza. Che cosa vi ha convinto di lui? «E un grande esperto di urbanistica, diritto, pianificazione territoriale, restauro e manutenzione del patrimonio immobiliare. Insomma, una persona competente e che lavorerà per noi a tempo pieno». - Avete già individuato le priorità? «Abbiamo in cantiere una serie di eventi. Tra i principali c'è il Premio biennale Villa Veneta, in autunno; nel 2008, nei 500 anni dalla nascita del Palladio, predisporremo una cartellonistica stradale per guidare i visitatori a scoprire i gioielli del grande architetto; sempre nel 2008 l'Istituto festeggerà i 50 anni, ricordando le figure dei fondatori e pubblicando, insieme all'Università La Sapienza, un volume sulle Ville Venete e il loro "riuso sostenibile". Resta però un problema: le ville da gestire sono tantissime, ma scarseggiano le risorse a disposizione». - Come pensate di superare questo scoglio? «Stiamo già lavorando con il Ministero per i Beni Culturali e con le Soprintendenze per andare verso un "riuso compatibile" delle Ville Venete. Creare percorsi ginnici, strade del vino o altre attrazioni che rimettano in discussione l'attuale politica vincolistica: solo così si potrà salvaguardare dal degrado questo patrimonio e al contempo creare un volano economico che coniughi turismo e cultura».