Beni culturali FARE COME IN FRANCIA E USA Per ora sembra sventato l'accorpamento tra la Direzione generale degli archivi con quella delle biblioteche. Un'ipotesi cancellata dal piano di riordino di via del Collegio romano messo a punto dal gabinetto del ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli, A far rientrare il provvedimento di accorpamento - contestato anche dal Consiglio superiore dei Beni culturali presieduto dal professore Salvatore Settis e invece accettato dalla Cgil - è stata soprattutto la durissima opposizione della Uil. Sindacato che parallelamente all'Associazione nazionale archivisti italiani aveva minacciato giornate di agitazione e di scioperi in tutta Italia. Ma se l'accorpamento delle Direzioni generali di biblioteche e archivi è stato evitato si tratta adesso di capire come verrà sviluppato il capitolo delle autonomie. Nella bozza Rutelli infatti dopo mesi di polemiche e tensioni l'autonomia viene rafforzata per le biblioteche nazionali di Roma e Firenze e viene introdotta per l'Archivio centrale dello Stato. Un passaggio importante che va riconosciuto come positivo, accanto alle molte ombre, nel piano di riordino del ministero dei Beni culturali. Ora però si tratta di definire il livello di questa autonomia, se sarà più sostanziale di quella conosciuta finora. Gli enti interessati chiedono infatti la possibilità di avere una gestione finanziaria realmente autonoma e quindi la possibilità di prendere iniziative nel mercato della cultura. Come? Anche vendendo servizi e prodotti culturali e intrattenendo rapporti di partnership economica con il mondo dell'impresa e quello universitario. Del resto è quanto avviene già negli altri istituti dei paesi occidentali come gli Archives nationales di Parigi o The nationales archives di Washington. Dove autonomia è una parola alla quale seguono decisioni conseguenti e assunzioni di responsabilità.
Archivi e Biblioteche: serve più autonomia
Il piano di riordino del ministero dei Beni culturali, messo a punto dal ministro Francesco Rutelli, prevede l'accorpamento delle Direzioni generali di biblioteche e archivi. Tuttavia, la durissima opposizione della Uil e dell'Associazione nazionale archivisti italiani ha evitato che il provvedimento venga approvato. Invece, l'autonomia viene rafforzata per le biblioteche nazionali di Roma e Firenze e viene introdotta per l'Archivio centrale dello Stato. Gli enti interessati chiedono una gestione finanziaria autonoma e la possibilità di prendere iniziative nel mercato della cultura, come vendere servizi e prodotti culturali e intrattenere rapporti di partnership economica.
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