DEI CINQUE superesperti nominati per valutare i progetti sui futuri quattro ospedali toscani, alla riunione clou uno mancava all'appello perché non aveva concluso la propria valutazione. Uno invertì la valutazione e finì per dare parere favorevole al progetto che lo aveva convinto meno. Una terza, infine, equivocò fra i criteri di valutazione e discreto prese il posto di buono, invertendo a sua volta il voto finale. A svelare il retroscena, perfino incredibile data l'importanza dei personaggi chiamati in causa, è stato Vairo Contini (nella foto con l'assessore regionale Rossi), all'epoca dei fatti contestati direttore dell'Asl di Pistoia, ascoltato ieri come testimone nel processo che vede imputati per falso l'ex presidente Sior e direttore dell'Asl 4 Mauro Pallini, Fabrizio D'Arrigo ingegnere di Pontedera responsabile del procedimento e custode degli atti relativi al progetto e Paolo Federigi dell'Asl 4, quale segretario verbalizzante, redattore e custode degli atti del progetto stesso. Una specie di «commedia degli equivoci», insomma, questa relazione finale. «Riguardava solo gli aspetti tecnico-sanitari perché il professor Riccardo Varaldo presidente del Sant'Anna di Pisa e commissario per la parte economica non era presente. Non aveva concluso il lavoro e quindi non aveva presenziato alla riunione del 27 ottobre ha precisato Contini, testimone della difesa sostenuta dagli avvocati Alberto Rocca e Guido CalviLa relazione presentatata mi colpì perché era molto breve e concludeva a favore del Cts. E allora personalmente insorsi. Perché? Perché i nostri tecnici ci avevano parlato di incompatibilità di quel progetto con le linee guida». Quali incompatibilità? «Per esempio per le sale operatorie c'era una commistione nei percorsi sporco-pulito non approvabile e per quanto riguarda gli infermieri avrebbe richiesto almeno 150 unità in più rispetto al progetto Astaldi. E poi c'era il problema della gestione degli spazi: oggi noi sappiamo che un ospedale ha una vita attiva di 25 anni, gli spazi devono poter essere modificabili per mantenerli vitali». Alle rimostranze di Contini, secondo quanto riferito ai giudici, rispose per tutti il dottor Saccardi dicendo che le risposte erano negli atti. «Qualche giorno dopo l'ingegner D'Arrigoha proseguito Contininegli atti trovò invece due incongruenze. Nella valutazione del professor Miglio, confrontando la brutta e la bella copia, risultavano invertiti i giudizi nei confronti dei due progetti. Nella valutazione della dottoressa D'Innocenzo invece c'era stata una modifica dei criteri valutativi rispetto agli altri esperti. Miglio poi precisò che il giudizio giusto era quello della brutta copia». ERRORI MATERIALI, insomma, ai quali anche i «saggi» devono evidentemente sottostare, ma che ha portato diritti alla domanda della pm Laura Canovai: «le consulenze, meramente consultive, dei cinque esperti sono costate al Sior 25mila euro ciascuna: perché furono assegnati questi incarichi se i tecnici delle Asl avevano già studiato i progetti e le linee guida?». Risposta: «Le consulenze di professionisti di fama servivano ad avere un giudizio più autorevole. Se non avessimo scoperto quelle incongruenze, avremmo seguito il loro giudizio». Sentenza a giugno.