Bacino allavanguardia per il numero di posti barca e yacht ma anche per lalta tecnologia: riciclo dellacqua e sicurezza degli approdi La futuristica struttura tra Castellammare e Torre Annunziata sarà inaugurata a giugno -------------------------------------------------------------------------------- Troneggia sul cancello una grande scritta che copre un muro di tufo rosicchiato dalla salsedine: "I grandi sogni partono da qui". Lo sapevano anche i patrizi romani che, duemila anni fa, si facevano le ville da queste parti. Per arrivare e vedere questa meraviglia si scavalca il passaggio a livello della ferrovia e sinfila la lunga fettuccia di via De Gasperi. Qui una volta venivano a far lamore centinaia di coppiette che si nascondevano dietro i fogli di giornale appiccicati ai finestrini delle automobili. Larteria, che porta al centro di Castellammare, a metà percorso rasenta un cancello azzurro. E in fondo al cancello ti viene incontro il mare. Quando non cè foschia, larco del golfo è così netto che si tocca con un dito: a sinistra monte Faito e la penisola sorrentina, a destra londulato profilo della costa con il Vesuvio in un turbante di nuvole. Minfilo in un vecchio stabile che tra poco andrà a terra: è la sede provvisoria della Marina di Stabia spa. Dallalto si vede bene il vecchio e il nuovo. Il vecchio è una fila di fabbricati giallognoli, alcuni sventrati, altri con le facciate screpolate o il tetto cadente: tristi reperti di archeologia industriale che sogghignano in faccia al mare. Il nuovo è il grande porto turistico che sarà inaugurato a giugno: è uno dei più importanti dellintero bacino del Mediterraneo. Non solo per il numero di posti barca e la capacità di ormeggiare mega yacht di cento metri, ma anche per le soluzioni tecnologiche adottate per il riciclo dellacqua e la sicurezza degli approdi. Lo hanno costruito proprio al centro del golfo, tra Torre Annunziata e Castellammare, in una posizione equidistante da Capri, Ischia e Procida. Lingegnere Patrizio Sabatini, direttore generale della Marina di Stabia, introduce il discorso con laiuto di una gigantografia appesa alla parete. «Abbiamo utilizzato unarea di 400mila metri quadrati con un fronte mare di circa un chilometro - dice mettendo il dito sullimmagine - . Fino agli anni Ottanta era proprietà del gruppo Falk, che poi vendette alla CMC: qui si costruivano carri ferroviari». Il progetto del porto è dello studio Conti Associati, che ha già firmato opere marittime di rilievo in varie parti del mondo. Invece le strutture ricettive, commerciali e di entertainement sono state progettate da Massimiliano Fuksas, architetto di fama internazionale. Una volta realizzate le opere sulla terraferma, il porto renderà particolarmente significativo e suggestivo il rapporto tra acqua e città: questo tratto di costa, infatti, è la porzione di Castellammare più direttamente legata allacqua. Lavvocato Salvatore La Mura, amministratore della spa, si offre di farmi da guida. Attraversiamo un viale nuovo di zecca adorno di rose, ciuffi di rosmarino e giovani palme Washington. Attraccata alla prima banchina cè già una lunga fila di natanti, yacht e velieri di ogni dimensione, alcuni dei quali da capogiro. Leggo qualche nome: "Amore mio", "Allegra London", "Medistar", "Pipaluk", "The love boat", "Monella vagabonda", "Barbanera"...La Mura mi indica col dito unenorme imbarcazione bianca ancorata poco più avanti. «La vede quella? - dice - E lAltair, lo yacht di 59 metri dellimprenditore Diego Della Valle. Abbiamo già concluso 250 contratti di fitto per i posti barca. Il prezzo giornaliero? Quaranta centesimi a metro quadrato, per contratti annuali. Cioè, meno di Mergellina. La clientela? Un settanta per cento napoletana e il rimanente del Nord, Toscana, Lombardia, Piemonte. Questo primo anno di attività servirà a farci conoscere, puntiamo molto anche sui transiti e abbiamo già ospitato imbarcazioni inglesi, francesi, tedesche. La posizione è strategica per chi si trova ad affrontare trasferimenti dallo Stretto di Messina verso Nord e viceversa, o per chi intende visitare le isole del Golfo. La prossimità con laeroporto di Capodichino, la stazione ferroviaria e la Napoli-Salerno lo rendono molto interessante per chi vuole usufruirne anche solo come meta di passaggio». Il Marina di Stabia si articola in due grandi aree divise da un istmo centrale. Da un lato, larea tecnica con una darsena e due scali dalaggio, lo scivolo, la zona per la cantieristica e il rimessaggio. Dallaltro, il porto vero e proprio con 1300 posti barca in mare e 200 a terra, la torre di controllo, limpianto di bunkeraggio, il club house e parcheggi per oltre 2000 auto. Il tutto è stato realizzato da quattro imprese (due venete e due locali) in associazione temporanea: Costruzioni Generali Boscolo e Tiozzo, Coedmar, Cedelt e Cem. I porti turistici come questo non sono più un lusso proibito, anzi producono effetti economici positivi con ricadute anche sulloccupazione. Basta vedere quelli realizzati a Punta Ala, Cala Galera, Nettuno, San Remo. Secondo uno studio, a Napoli occorrono almeno 15mila posti barca per soddisfare le potenziali richieste. In Campania, dicono le stime dellassessorato regionale ai Trasporti, ci sono ben 30mila imbarcazioni. Diecimila trovano posto sulle spiagge, tra campi boa, pontili galleggianti, ripari di scogliere, darsene improvvisate. Se fossero parcheggiate nei porti turistici, darebbero lavoro ad alcune migliaia di addetti per i servizi di ormeggio e assistenza portuale, il rimessaggio, le riparazioni tecniche. «In termini di occupazione diretta e di indotto - spiega La Mura -, il nostro scalo produrrà circa 450 posti di lavoro, che in unarea di industrie morte non è poco». Ma come ha fatto Castellammare a realizzare il primo grande porto turistico della Campania? La Mura si ferma e racconta i particolari delloperazione. «Lidea di questo porto è di mio padre Giovanni, sindaco socialista di Castellammare dal 1977 al 1980. Però non è stato facile realizzarlo...». Perché, come tutte le belle storie, anche questa più volte singarbuglia: cè chi frena o rema contro, chi si oppone per principio, chi in nome di ipotetiche difese ambientali. Fatto sta, ci sono voluti anni per mettere intorno al tavolo quelli che dovevano decidere: ben 23 enti. «Mio padre è riuscito ad aggregare un gruppo di imprenditori - continua La Mura - disposti a rischiare i loro soldi per realizzare qualcosa di bello in unarea degradata». E così che nasce la società Marina di Stabia e Giovanni La Mura ne diventa presidente. Oggi la spa ha un capitale di 30 milioni di euro e come azionista di riferimento la Cmc, che è partecipata da imprenditori e professionisti locali. Della compagine fanno parte anche il Monte dei Paschi di Siena Merchant, la Banca Stabiese, la Costruzioni Generali Boscolo e Tiozzi e il mondo della cooperazione attraverso il Consorzio Opere e Servizi di Bologna. Il costo finale del porto e delle opere a terra si aggira intorno ai 150 milioni di euro, per un terzo fondi europei. Ma linquietante malavita stabiese resterà alla finestra? A sentirsi rivolgere questa domanda, La Mura allarga le braccia e cerca le parole per non infierire contro chicchessia: «Finora tutto è andato liscio. Allinterno del Marina sono assicurati servizi di sicurezza e torre di controllo con personale attivo 24 ore al giorno». Poi, per non lasciare appeso il suo pensiero, aggiunge: «Credo che Castellammare saprà trarre vantaggi da questopera. Il contesto ambientale per fortuna sta cambiando: è già sorta la cittadella delle forze dellordine e diversi capannoni in disuso sono stati rivitalizzanti con attività commerciali». Via De Gasperi, cimitero di fabbriche morte fino alla foce del fiume Sarno, va assumendo, dunque, un ruolo strategico nei processi di riconversione. A ottobre, per far ripartire il recupero ambientale, si metterà mano alla cittadella di Fuksas. Verranno demoliti una decina di stabilimenti e capannoni per far posto a un grande albergo che sorgerà di fronte al porto con 120 camere, un ristorante, un roof garden, una galleria commerciale, un centro benessere e due sale congressi. Larea destinata allo shopping è di 14.500 mq. Oltre a negozi tradizionali, ospiterà un grande centro commerciale per labbigliamento, lelettronica, i prodotti di bellezza, i motori marini e gli accessori per la nautica. Ci sarà poi un centro Sport e Benessere ultramoderno con una palestra di 4.000 mq., fitness room, una piscina di 33 metri e due piscine "terapeutiche". Fucsas ha dedicato ai giovani un centro con sala giochi, sale musicali tematiche e salette prova e incisione. E ancora, una multisala (700 posti ripartiti in tre sale cinematografiche) uffici, ristorante, caffetteria, bar e fast food. Nelle parti interrate si ricaveranno 2000 posti auto per una superficie complessiva di 35.000 mq.: serviranno a salvaguardare e valorizzare le superfici destinate al verde e le parti pedonali di collegamento con il porto turistico. In sintesi si costruiranno 250mila metri cubi sui 300mila che saranno abbattuti. «Il tutto - dice il direttore Sabatini - dovrà essere realizzato in trenta mesi». Con il porto turistico e il recupero del lungomare, Castellammare si avvia, dunque, ad avere una nuova fisionomia. Sono in arrivo anche nuove infrastrutture. Cinque milioni di euro sono già deliberati dalla Regione per una nuova stazione della metropolitana a ridosso del porto: si chiamerà Marina di Stabia. E la Tess ha indetto la gara di progettazione per una bretella di collegamento tra lautostrada e il nuovo scalo. Avviandoci alluscita, La Mura mi mostra il Circolo Nautico in costruzione e la torre di controllo che gestirà via radio il movimento delle imbarcazioni. «Il Marina di Stabia - conclude - rappresenta non solo la nascita di un nuovo punto di riferimento per i naviganti, ma anche enormi possibilità di sviluppo dellarea in cui è sorto. A giugno faremo linaugurazione con il presidente Bassolino: fu lui che nel 1999 firmò come ministro del Lavoro il contratto darea e nel 2002 mise la prima pietra».
la Repubblica
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Goffredo Locatelli
la Repubblica
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