Bacoli. Novanta subacquei hanno pulito i fondali del parco sommerso archeologico. Ieri mattina in azione undici consorzi uniti nell'Assodiving per rimuovere i rifiuti dall'area marina protetta: pneumatici, batterie, nasse, cime fino a riempire un container messo a disposizione dal Comune. La giornata ecologica è stata organizzata da vari enti che hanno siglato un protocollo d'intesa per una manutenzione ordinaria e straordinaria del sito. Soprintendenza ai Beni Archeologici di Napoli, Parco Regionale Campi Flegrei, Provincia, Azienda autonoma di soggiorno e turismo, Comuni di Bacoli e Pozzuoli, Legambiente e Circomare Pozzuoli hanno firmato un accordo per una serie di interventi finalizzati ad una migliore tutela del tratto marino protetto. «Periodicamente interverremo in sinergia con Assodiving perché sia garantita la manutenzione del sito candidato all'ingresso nella lista Unesco - dice la sovrintendente Mariella Nava - bisogna lavorare molto per ben conservare i parchi di Baia e Gaiola. Questa pulizia straordinaria è solo un inizio». Hanno preso parte alla bonifica anche due disabili, Mimmo S. e Francesco D. Subacquei con il brevetto, si sono tuffati in acqua con muta e bombole e hanno dato il loro contributo per pulire il sito. «L'iniziativa nasce dalla volontà di perseguire la tutela dei parchi di Baia e Gaiola attraverso azioni di sorveglianza, una rete di interventi strutturali periodici e una manutenzione ordinaria», spiega Francesco Escalona, presidente del Parco Regionale Campi Flegrei. Intanto, al termine della task force che ha impegnato un esercito di volontari, sulla banchina del porto di Baia è stata eseguita la raccolta differenziata dei rifiuti speciali rimossi dal parco sommerso. Esteso dal molo Omlin del porto di Baia a quello del lido Augusto in Lucrino, è suddiviso in tre aree: A, riserva integrale, B, riserva generale, C, riserva parziale. I suoi fondali custodiscono i resti del Portus Julius e i quartieri della Baia imperiale, discesi sotto il livello del mare per i fenomeni di bradisismo che interessano l'area flegrea. In questo paradiso archeologico c'è spazio per una variegata fauna e per la posidonia oceanica. Ma i rifiuti ritrovati di recente, oltre a mettere a rischio l'ecosistema marino, possono danneggiare questo prestigioso sito, dove si intrecciano fenomeni naturali straordinari con vapori sulfurei e getti di acqua calda. E dopo la scoperta di una discarica subacquea sui suoi fondali, è partita una corsa contro il tempo per la tutela del parco, candidato all'ingresso nel patrimonio dell'umanità dell'Unesco. Una serie di incontri tra gli enti per coordinare le linee guida di un'azione di tutela continua ha preceduto la firma del protocollo d'intesa, che segna un momento storico nella difesa del parco sommerso archeologico. Il tratto di costa dei Campi Flegrei che lo custodisce è un esempio unico per la testimonianza dell'antica fascia costiera inabissata e l'evoluzione dell'area. Alla giornata ecologica straordinaria hanno preso parte anche le associazioni Marevivo e Legambiente, Città della Scienza, il Complesso Batis, la Pro loco di Baia, gli ex-lavoratori Portuali, la Ecopartenope srl. E Città della Scienza ha anche presentato uno spot sull'iniziativa: «Lasciamo che a coprirlo sia solo il mare».
Bacoli. Novanta subacquei hanno pulito i fondali del parco sommerso archeologico.
A Bacoli, 90 subacquei hanno partecipato a una giornata ecologica straordinaria per pulire il parco sommerso archeologico. L'evento è stato organizzato da vari enti, tra cui la Soprintendenza ai Beni Archeologici di Napoli, il Parco Regionale Campi Flegrei e il Comune di Bacoli. La giornata ha visto la rimozione di rifiuti come pneumatici, batterie e nasse, che sono stati raccolti in un container. La pulizia è stata effettuata con la collaborazione di due disabili, che hanno contribuito con il loro lavoro. L'iniziativa è stata firmata da un accordo tra gli enti per garantire la manutenzione ordinaria e straordinaria del sito.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo