L'idea di affidare la gestione di alcuni importanti musei alle fondazioni (come nel caso dell'Egizio di Torino) accompagna molte iniziative del ministro per i Beni culturali Giuliano Urbani Ma su quella di sopprimere i poli museali per trasformarli in fondazioni sembra sia tornato sui propri passi. Si tratta di un punto rilevante della riforma del ministero di via del Collegio romano, che sarà presentata a giorni in Consiglio dei ministri. I poli museali italiani sono quattro: quello romano guidato da Claudio Strinati, quello toscano gestito da Antonio Paolucci e quello veneziano (Soprintendente Giovanna Sciré Nepi) e di Napoli (Soprintendente Nicola Spinosa). Secondo il progetto del ministero le soprintendenze speciali resteranno tali e quali a come sono oggi e non saranno soppresse, come era stato previsto in origine, a favore delle fondazioni.
Urbani trova una soluzione: poli museali ancora aperti
L'idea di affidare la gestione di alcuni importanti musei alle fondazioni (come nel caso dell'Egizio di Torino) accompagna molte iniziative del ministro per i Beni culturali Giuliano Urbani Ma su quella di sopprimere i poli museali per trasformarli in fondazioni sembra sia tornato sui propri passi. Si tratta di un punto rilevante della riforma del ministero di via del Collegio romano, che sarà presentata a giorni in Consiglio dei ministri. I poli museali italiani sono quattro: quello romano guidato da Claudio Strinati, quello toscano gestito da Antonio Paolucci e quello veneziano (Soprintendente Giovanna Sciré Nepi) e di Napoli (Soprintendente Nicola Spinosa). Secondo il progetto del ministero le soprintendenze speciali resteranno tali e quali a come sono oggi e non saranno soppresse, come era stato previsto in origine, a favore delle fondazioni.
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