LAGLIO Lettera da Roma: «Si interessi la Soprintendenza» - H sindaco: «Solo uno studio preliminare» II ministero per i Beni e le attività culturali, tramite il direttore regionale Carla Di Francesco, ha chiesto informazioni al comune di Laglio in merito allo studio di fattibilità per la valorizzazione paesistica e la qualificazione turistica del lungolago, e prima dell'adozione di eventuali deliberazioni ha raccomandato «una presa di contatto con la Soprintendenza per i beni architettonici, per adempiere ai necessari seguiti di competenza nel pieno rispetto dei rispettivi pubblici interessi». Questo in considerazione del fatto che «anche in eventuale assenza di ambito vincolato già decretato, i territori contermini ai laghi per una profondità di 300 metri dalla linea di battigia risultano sottoposti alle disposizioni di tutela previste dal codice per i beni culturali e il paesaggio, e pertanto qualsiasi modifica all'aspetto esteriore dei luoghi deve essere preventivamente autorizzata sotto il profilo paesistico». L'intervento ministeriale fa seguito a un'interrogazione presentata lo scorso febbraio ai ministeri dell'Ambiente e dei Beni culturali dal senatore Natale Ripamonti; un documento con il quale venivano avanzate riserve sullo studio di fattibilità acquisito dal Comune e presentato ai cittadini dallo stesso architetto Giacomino Amadeo nel novembre 2006, prima con un sopralluogo lungo le rive, poi nella sala del municipio. Elisabetta Patelli, responsabile provinciale dei Verdi, acquisita la lettera del direttore regionale Di Francesco ha diffuso un comunicato con il quale sottolinea che «si tratta di una prima vittoria del comitato di cittadini mobilitati per la difesa di un territorio di particolare valenza ambientale, e viene manifestato stupore per il fatto che il sindaco stia procedendo attraverso delibere a espropri e altri atti amministrativi senza interpellare le autorità competenti». Il primo cittadino Giuseppe Mantero risponde che quello acquisito dall'architetto Amadeo è e rimane uno studio di fattibilità, eventualmente da realizzare con una certa gradualità secondo progetti non ancora definiti che dovranno essere approvati nel rispetto delle norme che regolano l'attività comunale. «Abbiamo già risposto in questo senso all'architetto Di Francesco -dichiara Mantero -, e nessuno di noi ha intenzione di compiere colpi di mano. Non vi è peraltro alcuna procedura di esproprio 8di cui invece si parla nel comunicato della Patelli) a carico di privati cittadini. È bene che la gente di Laglio sappia che il Comune ha soltanto deciso di chiedere all'agenzia del demanio di entrare in possesso di aree e di manufatti a lago all'avvenuta scadenza delle concessioni, per utilizzarli per iniziative di pubblico interesse. Per quanto riguarda la porzione più importante di riva antistante villa Marco e altre proprietà, alla scadenza della concessione avvenuta nel 1997, l'allora sindaco Francesco Pitrè si era opposto al rinnovo con il proposito di destinare l'area a finalità pubbliche; opposizione che è stata rinnovata dall'attuale amministrazione con i medesimi obiettivi. Tenendo conto del fatto che in caso di concorrenza il demanio prevede la prevalenza dell'ente pubblico. L'esproprio è cosa ben diversa». M. L.
LAGLIO - Nuovo lungolago, il Ministero invita alla cautela
Il Comune di Laglio ha ricevuto una lettera da parte del Ministero per i Beni e le attività culturali, che richiede informazioni sullo studio di fattibilità per la valorizzazione paesistica e la qualificazione turistica del lungolago. Il ministero ha raccomandato di contattare la Soprintendenza per i beni architettonici per adempiere ai necessari seguiti di competenza. Il sindaco Giuseppe Mantero ha risposto che lo studio di fattibilità è solo uno studio e che non ci sono intenzioni di compiere colpi di mano.
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