II professor Pannuti: «Se volete le nostre cure, non ostacolateci». E il mercatino di solidarietà si sposta nella sede dell'associazione No della Ferrari ai gazebo dell'Ani, Cofferati chiede aiuto al ministro Ormai è prassi consolidata. Ormai qualcuno non si stupisce nemmeno più. Ma il sindaco continua a indignarsi. Come se ogni volta fosse la prima. Come se ogni «no» della Soprintendenza ai beni architettonici pesasse sempre di più. E venuto a conoscenza dell'ennesimo veto della soprintendente Sabina Ferrari, ieri Sergio Cofferati è scoppiato. Perché questa volta sono stati bocciati i gazebo per il mercatino di solidarietà dell'Ant in piazza Santo Stefano, appuntamento ormai fisso da quattro anni. Visto che le prove di dialogo tra Palazzo d'Accursio e Soprintendenza sembrano non dare alcun risultato, il sindaco ieri ha puntato in alto. E ha chiamato in causa il ministro alla Cultura del governo Prodi, Francesco Rutelli. «Le decisioni della Soprintendenza ha detto ieri Cofferati, rispondendo nel question time ai forzisti Lorenzo Tomassini e Daniele Carella per me sono incomprensibili. Non le condivido e la ragione è presto detta: siamo di fronte a un diniego a un'iniziativa, tra l'altro di carattere sociale, che però, dal punto di vista dell'occupazione del suolo pubblico ha le stesse caratteristiche che aveva l'anno scorso». Ma quest'anno qualcosa è cambiato. E non certo a causa dell'Ant. Che ha dovuto rinunciare a promuovere le sue iniziative di raccolta fondi in piazza Santo Stefano (dal 23 al 28 maggio) e spostarsi nella sua sede in via Jacopo di Paolo. Insomma, la manifestazione dell'associazione sembre essere diventata solamente l'ennesimo pretesto per rinfocolare la schermaglia Cofferati-Ferrari. Nelle settimane scorse, infatti, la soprintendente aveva detto «no» anche al teatro estivo in piazza Verdi proposto dal Comunale. E il primo cittadino, attraverso i giornali, aveva definito quella della Ferrari una «decisione ideologica». «È un danno ha detto ieri il consigliere azzurro Tomassini in consiglio che facciamo a noi stessi: si negano gli spazi a un'iniziativa sociale, mentre altre persone quegli stessi spazi li umiliano. Così le nostre piazze rimangono solo un deserto per chi le usa male. La Soprintendenza interviene con eccessiva discrezionalità». E per una volta Forza Italia ha trovato una sponda nel sindaco. «Non si comprendono quali siano le ragioni per cui ciò che era autorizzatale nel 2006 non lo è più nel 2007», ha detto il primo cittadino. Che ha rincarato la dose e ha aggiunto: «Questo scostamento di valutazione ha riguardato anche altre richieste presentate in precedenza». Visto che Sabina Ferrari non ama rispondere e rilasciare dichiarazioni alla stampa, quindi, di fronte all'ennesimo episodio Cofferati aggira l'ostacolo e promette: «Ora è intenzione dell'amministrazione chiedere chiarimenti direttamente al ministero». Il fondatore dell'Ant Franco Pannuti, dopo aver ricevuto per il quarto anno consecutivo il nulla osta da Palazzo d'Accursio per il suo mercatino, non si aspettava certo che, a solo un paio di settimane dall'inizio della manifestazione, gli arrivasse una lettera di veto della Soprintendenza. Così il professore ha stampato centinaia di manifesti per spiegare ai bolognesi che il mercatino di solidarietà sarebbe stato trasferito «per ragioni artistiche» nella sede dell'Ant in via Jacopo di Paolo, dove rimarrà fino a domani. «Ma se Bologna alza il tiro Pannuti vuole il suo ospedale domiciliare, deve venirci incontro: i miracoli non li faccio». La soprintendente? «Non credo avrà la coscienza pulita». E chiosa: «La mia lo è di sicuro. E vado avanti».