II parco nazionale delle Foreste casentinesi conserva tra Emilia Romagna e Toscana conserva 10.600 ettari ininterrotti di foreste, con boschi «tra i più estesi e meglio conservati d'Italia», come recita il sito Internet. Ma più che tra gli alberi, i suoi primati vanno cercati nelle tabelle sulle presenze del personale: nel 2005, stando ai dati ufficiali, ognuno dei suoi 16 dipendenti è rimasto lontano dai boschi per quasi 52 giorni, più le ferie. Tra i suoi compiti il neopresidente Luigi Sacchini, nominato il 4 maggio scorso dal ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, avrà anche quello di abbattere i tassi di assenza. E non deve essere affar semplice, per rimanere nella natura, la «salvaguardia del patrimonio ambientale, storico, culturale, folcloristico ed archeologico» affidata all'ente Parco nazionale dell'Aspromonte, su cui dall'anno scorso vigila un commissario straordinario. Più che altro, deve esporre a qualche rischio per la salute se ognuno dei suoi 23 dipendenti ha dovuto dare forfait per quasi 27 giorni all'anno, arrendendosi al certificato medico. E anche nel vicino Parco nazionale del Pollino, a cavallo tra Calabria e Basilicata, tira una brutta aria, che costringe a letto i dipendenti dell'ente per 23 giorni all'anno. Niente a che vedere con la salubrità dello Stelvio, dove i giorni medi di malattia non arrivano a quattro. Più difficile, invece, la condizione delle 196 persone impegnate nell'Unione nazionale per l'incremento delle razze equine, colpite da più di 20 giorni di malattia a testa. Nel panorama degli enti pubblici non economici si incontra un ventaglio di attività più che variegato e, a livello di comparto, uh tasso di assenza tra i più elevati della Pa. Con qualche eccezione. Come i quattro dipendenti dell'Istituto di studi europei De Gasperi, che nel 2005 possono vantare un rotondo zero alla voce assenze. G.Tr.