L'arrivo del condono edilizio è sicuro. A rimanere incerta rimane invece la dimensione della sanatoria. L'ipotesi più accreditata è che il condono edilizio sarà molto più rigido di quanto le indiscrezioni dei giorni scorsi lasciassero intendere. La sanatoria potrebbe riguardare solo le opere per le quali la legge Obiettivo prevede una semplice denuncia di inizio attività e non una vera concessione edilizia. Se così fosse, il condono sanerebbe gli abusi commessi precedentemente all'entrata in vigore della legge e riguarderebbe solo le modifiche fatte all'interno di costruzioni già esistenti. Sarebbero escluse dunque le nuove edificazioni e gli interventi in zone sottoposte a vincolo. In questo modo il governo guadagnerebbe dal condono una cifra compresa tra 1 e 2,5 miliardi di euro e l'oblazione da pagare dovrebbe essere non meno di duecento euro per metro quadrato. Per finanziare le opere di recupero, invece, ai comuni spetterebbe il 10 dell'introito. Quota che non sarebbe diretta, ma confluirebbe prima in un fondo complessivo presso il ministero delle Infrastrutture. Nonostante la possibile marcia indietro del governo, però, gli ambientalisti continuano nella loro protesta anti-sanatoria. Ieri mattina solo a Montecitorio ci sono state due manifestazioni contro mattone selvaggio. I Verdi di Alfonso Pecoraro Scanio e Paolo Cento si sono riuniti insieme alla Lipu per un sit in di fronte alla camera, mentre, in una sala poco distante, Legambiente e le associazioni ambientaliste si sono date appuntamento per una conferenza stampa. Il sole che ride ha già attivato un numero verde per la segnalazione degli abusi (06-6532234): «L'annuncio di Berlusconi - ha spiegato Pecoraro Scanio - è stato una vera e propria istigazione a delinquere: in migliaia, in vista della sanatoria, hanno aperto cantieri abusivi». «Il condono - ha aggiunto Angelo Bonelli, dell'esecutivo nazionale nonché capogruppo verde al consiglio regionale del Lazio - è una truffa per i comuni che saranno costretti a spendere miliardi per creare le opere di urbanizzazione necessarie alle case degli ex abusivi». I dati del precedente condono, quello firmato sempre da Berlusconi nel 1994, dimostrano che l'intervento è una manna dal cielo soprattutto per i costruttori. In quella occasione infatti sono stati sanati veri e propri mostri di cemento, come il palazzo di oltre 500 mila metri cubi costruito dalla Eur Servizi Terziari nel quartiere di Acilia a Roma. «Sembrava che potessero essere sanate opere abusive non superiori a 750 metri cubi per singola concessione, invece - ha continuato Bonelli - è bastato inserire nel testo di legge una frase: I predetti limiti di cubatura non trovano applicazione nel caso di annullamento della concessione edilizia', per scavalcare questo presunto limite inderogabile». Non abbassa la guardia nemmeno il sindaco di Porto Cesareo, Luigi Finazza, eletto proprio nelle liste di Forza Italia. «Qualunque sia l'iter del Governo sul condono edilizi - ha promesso il primo cittadino del comune salentino - io andrò avanti con l'abbattimento delle costruzioni abusive». Ma anche l'amministrazione napoletana promette battaglia: «In questi anni abbiamo avviato un piano anti condono che ci ha portato finalmente ad avere un buon controllo del territorio - dice Amedeo Lepore, assessore all'urbanistica del comune di Napoli - se passa il condono salta tutto».
Ambientalisti sul piede di guerra
Il condono edilizio è sicuro, ma la dimensione della sanatoria è ancora incerta. L'ipotesi più accreditata è che il condono riguardi solo le opere abusive già esistenti e non le nuove costruzioni. Il governo potrebbe guadagnare 1-2,5 miliardi di euro e l'oblazione potrebbe essere di 200 euro per metro quadrato. I comuni potrebbero finanziare le opere di recupero con il 10% dell'introito. Gli ambientalisti continuano a protestare contro il condono, affermando che è una truffa per i comuni e che potrebbe scavalcare i limiti di cubatura. I sindaci di Porto Cesareo e Napoli promettono di continuare a combattere contro il condono.
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