Castellammare. Riapre al pubblico la reggia di Quisisana dopo quasi trent'anni di abbandono e decadimento. E lo fa grazie a un evento culturale. «Palazzo Reale di Quisisana: la scuola di alta formazione per il restauro, motore di sviluppo per i beni culturali» è il tema dell'incontro che si svolgerà questa mattina, a partire dalle 10, nelle sale del palazzo reale e che consentirà di visitare la struttura interessata da lavori di restauro il cui completamento è previsto per la fine dell'anno. L'incontro rappresenta dunque un'anteprima interessante per visitare il ritrovato complesso architettonico, costituito da più edifici, le cui origini risalgono all'età sveva e che nei secoli scorsi ha ospitato la famiglia reale. Albergo di lusso fino al terremoto dell'80, la Reggia è stata poi abbandonata al degrado fino ai primi anni '90, quando l'amministrazione comunale chiese un finanziamento per la restaurazione e la conversione della struttura a scuola di restauro. Da allora si sono succedute diverse tappe burocratiche, dallo stanziamento dei fondi interministeriali del Cipe, fino all'assegnazione del cantiere alla ditta che si è aggiudicato il bando nel 2002 con prevista riconsegna e termine dei lavori per la fine del 2007. Dunque, ancora pochi mesi di attesa e l'Istituto centrale per il restauro (Icr) darà il via alle procedure per l'istituzione, all'interno della Reggia, della Scuola di alta formazione per l'insegnamento del restauro e del Centro per attività di ricerca, sperimentazione, documentazione e attuazione di interventi di conservazione e restauro dei beni culturali. «Il restyling di Palazzo Reale è un risultato importante nel panorama dell'offerta culturale dell'intera regione spiega il sindaco Salvatore Vozza e la Scuola nazionale di restauro rappresenta un importante volano di sviluppo per i beni culturali. Quest'appuntamento servirà a meditare concretamente sui contenuti e le funzioni che questo straordinario complesso potrà svolgere, in un ragionamento che coinvolge attori istituzionali importanti come Regione, sovrintendenza e Istituto centrale per il restauro». Al convegno di questa mattina è prevista la partecipazione del direttore dell'Icr, Caterina Bon Valsassina e dell'assessore regionale ai beni culturali Marco Di Lello. I lavori saranno introdotti da Massimo de Angelis, assessore comunale ai beni culturali, mentre tra i relatori è previsto l'intervento di Luisa Bossa, presidente regionale della commissione cultura, Stefano De Caro, soprintendente regionale beni culturali, Pietro Giovanni Guzzo, soprintendente archeologo di Pompei, Giampiero Marchesi del ministero per lo sviluppo economico e del sindaco Vozza. «La disponibilità di un contenitore così prestigioso rappresenta una straordinaria occasione di sviluppo per la politica dei beni culturali in Campania - spiega l'assessore De Angelis - che fa perno da un lato sulla Scuola di alta formazione per il restauro e dall'altro sull'offerta museale destinata a costituire un unico sistema con l'area archeologica di Stabiae, in grado di caratterizzarsi come attrattore turistico inserito tra l'area vesuviana e la penisola sorrentina». Dunque, un "collante" culturale e di grande bellezza architettonica che senz'altro rappresenterà un tassello in più in quel panorama straordinario della nostra regione a disposizione del turista ma anche del residente.