Il collezionista chiede tempo, ma lassessore, che la voleva per lestate, non ci sta. A rischio anche la futura donazione Salta la grande mostra della collezione Terruzzi che Vittorio Sgarbi aveva annunciato come levento di punta dellestate a Palazzo Reale (la data di inizio prevista era il 10 luglio). Le ragioni? «Terruzzi ha continuato a chiedere di spostarla più avanti. Speravo di farla, ma ora non ho più voglia di aspettare» spiega lassessore alla Cultura del Comune, infastidito dalle incertezze dellimprenditore mecenate, che gli ha inviato in aprile una lettera dal tono attendista. È dunque certo che la mostra - che avrebbe dovuto concentrarsi sul Settecento veneziano - non verrà organizzata entro il 2007, ma non è ancora escluso che possa essere messa in calendario lanno prossimo. Parte delle opere di Guido Angelo Terruzzi (circa 400) erano già state esposte dal 1 marzo al 20 maggio nella mostra "Il fascino del bello" al Vittoriano di Roma. «La mostra romana non è andata secondo le aspettative a causa di un titolo non felice e del luogo, e Terruzzi forse si è un po spaventato» incalza Sgarbi. Ma la curatrice Annalisa Scarpa (a lei verrebbe affidata anche lesposizione milanese) dà unaltra versione, senza però polemizzare: «È vero che Terruzzi ha chiesto di spostare la mostra alla fine del 2007, o meglio ancora nel 2008, ma solo per organizzarla meglio e arricchirla con nuove acquisizioni da esporre in anteprima. Terruzzi è milanese, dunque ci terrebbe che il progetto venisse realizzato. Sgarbi non ha detto di no, stiamo aspettando una sua risposta». Ma cè un problema in più: lo spostamento potrebbe ostacolare la donazione della raccolta alla città di Milano, che se la contende con Roma. In occasione della mostra nella capitale, Sgarbi aveva lanciato la candidatura di Milano a ospitare in modo permanente parte della sterminata collezione, che annovera in tutto 5 mila pezzi dal '300 al '900 con particolare attenzione a Bellotto, Canaletto, Tiepolo, Magnasco oltre a maestri più antichi come Paolo Uccello. Tre le sedi in gara: Palazzo Dugnani, Palazzo Litta e Palazzo Clerici. «Terruzzi, la moglie e la figlia, hanno già espresso lintenzione di rendere pubblica la collezione. La scelta è tra Roma e Milano» precisa la Scarpa. Venezia è invece caduta in disgrazia, nonostante il Settecento sia il pezzo forte della raccolta, dopo che limprenditore si è visto tagliato fuori nella corsa su Palazzo Grassi. La sede ideale dovrebbe essere uno spazio non enorme, allestito come una casa museo sul modello della Wallace Collection di Londra. Palazzo Litta, ex sede di rappresentanza delle Ferrovie dello Stato, di recente recuperato dal ministero ai Beni Culturali, potrebbe essere la giusta destinazione: è un edificio settecentesco, dunque coerente con la natura della raccolta. Sgarbi, oltretutto, si era già pronunciato a favore, contestando la proposta di Francesco Rutelli di farne un polo vinciano. Se Palazzo Reale perde Terruzzi, non resterà comunque chiuso in estate. Lassessorato annuncia che, a partire dai primi di luglio, verranno inaugurate tre mostre: la prima, "Arte italiana 1968-20007. Pittura" (dal 9), propone un excursus nella produzione degli ultimi quarantanni, con autori come Gnoli, Guttuso, Cremonini, Schifano e altri meno noti (Vespignani, Recalcati, Tornabuoni) ed è un ampliamento dellidea di "Altre stanze" (che avrebbe dovuto fare da contraltare a "Camera con vista" di Claudia Gian Ferrari, ma che poi è stata rimandata). Le altre riguardano Botero pittore e scultore e Gianfranco Ferroni. A Palazzo della Ragione, si terrà dal 4 luglio una mostra su arte e omosessualità, con opere tra gli altri di De Pisis, Cattelan, Newton, La Chapelle, Wahrol. La casa daste Christies non conferma né smentisce, ma la notizia è sulla bocca degli esperti. Lanonimo privato che laltra sera a Milano ha acquistato per 555 mila euro i sei affreschi di Giandomenico Tiepolo, pezzo forte del catalogo di dipinti antichi battuto a Palazzo Clerici, è Guido Angelo Terruzzi. Il collezionista milanese ha incrementato così la sua già ricchissima raccolta, il cui nucleo principale è costituito proprio da opere del '700 veneto. Nella foto, uno degli affreschi, eseguiti a fine 700 per un palazzo vicentino, strappati e riportati su tela.
Sgarbi-Terruzzi, lite a regola darte. Salta la mostra a Palazzo Reale
Il collezionista Guido Angelo Terruzzi ha chiesto di spostare la mostra "Il fascino del bello" al Vittoriano di Roma, che era prevista per il 2007, ma lassessorato della Cultura del Comune non ci sta. La mostra, che avrebbe dovuto concentrarsi sul Settecento veneziano, non verrà organizzata entro il 2007, ma non è ancora escluso che possa essere messa in calendario lanno prossimo. Terruzzi ha continuato a chiedere di spostarla più avanti, ma lassessorato non è disposto a cedere. La mostra romana non è andata secondo le aspettazioni a causa di un titolo non felice e del luogo, e Terruzzi forse si è un po spaventato.
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