Dopo un lungo lasso di tempo, quando era in vita un autentico poggiano - il compianto Enrico Savi - che impersonava l'anima delle tradizioni, della cultura, delle manifestazioni folkloristiche e promozionali, nonché della valorizzazione dei beni monumentali ed artistici locali, si è tornati a Poggio Mirteto a scuotere l'opinione pubblica attorno a questi argomenti. Il Comune, il Cilo, la Parrocchia "Santa Maria Assunta", la Pro-Loco, l'Associazione "Amici del Museo "E. Nardi", la Banda Comunale-Nazionale Garibaldina, l'Associazione Musicale "Nuove Esperienze", l'Associazione Commercianti e infine anche l'Associazione della Unione che domenica prossima - alle ore 9 in prima convocazione ed alle 10 in seconda - si riunirà in assemblea ordinaria dei soci presso la sede sociale di Piazza Martiri della Libertà n. 45, sono quegli enti locali che ora si adoperano a creare, tramite vari eventi, tanta attenzione sul paese e su quanto - questo - possa offrire di bello e di attrazione a chi lo frequenta nell'ordinario e nello straordinario. Stando a tali aspetti della vita cittadina mirtense ed ai suoi promotori, va evidenziata nel contempo l'azione di recupero dei pregevoli affreschi che si trovano nella chiesa di San Paolo - la più antica e la prima parrocchiale di Poggio Mirteto risalente al XIII secolo - dotata di un grazioso e snello campanile romanico impreziosito da agili monofore e bifore. Il parroco Mons. Giuseppe Mancini prima e l'attuale Mons. Franco Mezzanotte ora hanno dedicato tutta la loro considerazione a questo gioiello ricco di affreschi molto interessanti con evidenti caratteri giotteschi. I quali, purtroppo, hanno risentito l'usura del tempo e la devastazione degli agenti atmosferici. Qualche anno fa, a cura della Soprintendenza ai Beni Culturali su iniziativa di Don Giuseppe, l'edificio è stato posto internamente ed esternamente ad opere di restauro. Ultimamente invece, dietro interessamento di Don Franco ma sempre con interventi del Ministero competente, sono stati eseguiti lavori di bonifica strutturale per eliminare pesanti e dannosi infiltrazioni di umidità, provvedendo altresì al restauro dell'arco che sovrasta l'altare. Si è ridato così "una cornice di colore e di significato - dice Don Franco - alla festosa incoronazione della Vegine Maria, che occupa la parte alta dell'abside: Gesù incorona regina sua Madre tra un coro festoso di angeli". In tal modo sono tornati alla luce anche il re Salomone sulla sinistra e il profeta Isaia sulla destra dell'arco con la decifrazione di scritte erose in lode a Maria ed al Messia. Un grazie per questi tesori d'arte riscoperti va ovviamente alla dott.ssa Grumo del Ministero per i Beni Culturali ed Ambientali ed alle restauratrici Susanna Neri e Susanna De Cristoforo.