Incontro con l'amministratore: «Nessun pericolo» Sconcerto e stupore. Perplessità e preoccupazione. Sono le parole più gettonate, ascoltando le voci dei 162 dipendenti di Città della Scienza, tra le stanze che affacciano sull'archeologia industriale di Bagnoli. Il giorno dopo le dimissioni del presidente Vittorio Silvestrini, alcuni lavoratori firmano una nota. In cui, «addolorati e preoccupati» - si legge - esprimono «stima e affetto» per il dimissionario presidente. E pragmaticamente si interrogano sul proprio futuro. Se fino ad ora, si domandano in molti, con due bilanci in passivo la società è stata salvata per il suo alto valore scientifico, cosa succederà dopo l'addio di Silvestrini? Chi verrà sarà in grado di avere gli stessi interlocutori? Le dimissioni del presidente sono l'argomento del giorno. Dai primi passi di Futuro Remoto all'altroieri: in molti condividono il progetto con Silvestrini da undici anni, dal primo nucleo di Città della Scienza. Non è possibile parlare con l'amministratore delegato Clementina Chieffo, nominato poco più di un mese fa (nel Cda ci sono altre tre donne). Durante la mattinata, però, la Chieffo incontra una rappresentanza di lavoratori di Città della Scienza, ai quali assicura che non c'è da temere per il futuro della struttura. Rosario Stornaiuolo e Maddalena Carnevale della Cgil chiedono un incontro all'assessore regionale Teresa Armato: «Informi le organizzazioni sindacali sulle ripercussioni che quest'atto può avere sull'andamento aziendale e sui lavoratori». La Armato tranquillizza i lavoratori ma sottolinea: «Sono amareggiata. Silvestrini ha condiviso con la Regione un percorso di rilancio, come presidente aveva il posto che è stato di Bassolino e prima ancora di Nicolais. Comunque parlerò con lui, sono ottimista». Tra i sindacalisti, Giorgio Ascione dell'Ugl non è preoccupato: «Dispiace per una personalità come Silvestrini - dice - ma dobbiamo ringraziare la Regione se non siamo falliti. La Chieffo sta facendo tanto, commesse e lavoro non mancano». Alfonso Fraia e Pierluigi De Rosa della Cgil sono di diverso avviso: «Pensavamo che il passaggio alla società consortile avrebbe dato stabilità e un'esplosione di attività. Non è stato così». Andrea Di Martino, segretario provinciale e Peppe De Cristofaro, segretario regionale di Rifondazione comunista, chiedono a Silvestrini di non lasciare la presidenza: un gesto letto come sintomo del «degrado e della crisi della comunità» nella città investita dall'emergenza rifiuti. Un appello lanciato anche agli alleati: «Il centro sinistra campano - si legge in una nota - ha il dovere di rispondere al grido di dolore lanciato da Silvestrini. Città della Scienza non può essere considerato un terreno di scorribande dei partiti. È un simbolo, il sogno di un'altra Napoli che oggi sembra dissolversi».
BAGNOLI - Città della Scienza. Le dimissioni di Silvestrini, i dipendenti firmano una lettera.
Il presidente di Città della Scienza, Vittorio Silvestrini, ha dimesso. I 162 dipendenti della società hanno espresso stima e affetto per il dimissionario presidente, ma si sono preoccupati per il proprio futuro. L'amministratore delegato Clementina Chieffo ha assicurato che non c'è da temere per il futuro della struttura. I sindacalisti hanno chiesto informazioni sulla ripercussione delle dimissioni sull'andamento aziendale e sui lavoratori. Alcuni sindacalisti, come Giorgio Ascione, non sono preoccupati, mentre altri, come Alfonso Fraia e Pierluigi De Rosa, hanno espresso preoccupazioni sulla stabilità della società.
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