-------------------------------------------------------------------------------- Si direbbe unoccasione da non perdere. Ma non è lunica, perché la vera grande occasione, a voler iniziare a vederla, è programmare finalmente lo sviluppo culturale di Milano. Ciò che rende il momento forse irripetibile è il meccanismo chiamato "scomputo degli oneri di urbanizzazione": in soldoni, chi costruisce un edificio paga parte delle "tasse" al Comune con edifici o strutture di pubblica utilità, e non di rado ne aggiunge altre in regalo per rendere migliore lofferta. Ora, negli ultimi 17 anni (in cui a Milano sono state costruite appena 1657 unità abitative nuove), tutto questo valeva briciole. Ma adesso che di grandi cantieri aperti ce ne sono più di 15 - da Citylife a Garibaldi, da Santa Giulia allarea Falk, da Maciachini a via Adriano- è diventato un tesoretto. Fatto di musei (almeno tre), auditorium e teatri (almeno due), centri espositivi (almeno due). "Almeno", perché molti "scomputi" restano da definire, e in mancanza di richieste diverse tutti finiscono per pensare agli stessi prestigiosi doni. Non sarà mai troppo presto, insomma, quando assessori competenti, sindaco e magari ministro dei Beni culturali, in vista di unintegrazione tra musei comunali e di Stato, formuleranno (e forse vorranno discutere con la città) un piano organico di ciò che dovrà nascere, dove e perché. Magari partendo dal museo Libeskind, ma smettendo di fare una scelta alla volta, quando non due o tre scelte (diverse) sullo stesso museo.
MILANO - Le opportunità della cultura in omaggio
Il Comune di Milano sta programmando lo sviluppo culturale della città, con la costruzione di nuovi edifici e strutture di pubblica utilità. Negli ultimi 17 anni, sono state costruite solo 1657 unità abitative nuove, ma adesso ci sono più di 15 cantieri in corso, tra cui musei, auditorium, teatri e centri espositivi. Il "scomputo degli oneri di urbanizzazione" consente al Comune di finanziare questi progetti, ma molti "scomputi" restano da definire. L'assessoro competente, il sindaco e il ministro dei Beni culturali potrebbero discutere di un piano organico per l'integrazione tra musei comunali e di Stato.
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