-------------------------------------------------------------------------------- ROMA - A dire il vero cominciano a crederci anche loro, gli industriali, al sogno di un governo degli "ottimati" guidato da «Luca». Fedele Confalonieri - uscendo dallAuditorium dopo la relazione di Montezemolo - lo sussurra a Gianni Letta: «Questo qui li frega tutti... ed è anche uno giovane». Persino linterista Marco Tronchetti Provera, abbracciando «Luca» come fosse Gattuso, gli bisbiglia in un orecchio: «Se hai il culo di Inzaghi fai pure il primo ministro». Dunque vediamolo questo governo Montezemolo, palestra di talenti, partendo anzitutto dai ministeri chiave. Se cè un candidato naturale per lEconomia, non può che essere Mario Monti, fustigatore dei ritardi della politica. In alternativa, leconomista Francesco Giavazzi, autore dellomonima agenda e grande amico di «Luca». E gli Interni a chi darli? Servirebbe unintelligenza felpata e democristiana, un conoscitore dello Stato. Un ruolo cucito addosso a Gianni Letta, garanzia di rapporti non ostili con il Cavaliere. Cè un nome spendibile per gli Esteri, un politico che in questi mesi ha lavorato sottotraccia per spalancare le porte della città allUlisse di Confindustria: Pier Ferdinando Casini. Il quale, da presidente dellInternazionale Dc, si sta già costruendo il suo network di relazioni mondiali. Il premier Montezemolo dovrebbe pescare senza timori nel cesto dei "volenterosi" per trovare uomini fedeli al credo terzista. Senza dubbio Bruno Tabacci, magari in un ministero dove non possa dare troppo fastidio ai banchieri. E poi il radicale Daniele Capezzone, ma non alle Attività produttive, visto che quel posto è già prenotato per Sergio Marchionne, luomo della rinascita Fiat. Per lex diessino Nicola Rossi, un altro volenteroso doc, è pronto invece il ministero del Lavoro. A Paolo Messa, anima dei volenterosi, un ruolo di capo ufficio stampa a palazzo Chigi. Il portavoce del governo, incarnazione dellItalia che sa stare al mondo, non potrà essere altri che il direttore del Tg5 Carlo Rossella, compagno di zingarate di Montezemolo e Della Valle. Ci sono poi gli uomini di Confindustria da piazzare, i pretoriani. Sottosegretario alla presidenza del Consiglio, per curare gli affari delicati, Maurizio Beretta, direttore generale di Confindustria. Al direttore dei giovani industriali, Francesco Delzio, il dipartimento per le politiche giovanili, mentre la ex presidente dei giovani, Anna Maria Artoni (con azienda di famiglia nel settore corrieri) potrebbe ben figurare al ministero dei Trasporti. Un nome di peso del dicastero è quello di Innocenzo Cipolletta, presidente delle Fs, che planerebbe alle Infrastrutture per aprire i grandi cantieri di LCdM. A Pier Luigi Celli, amico di «Luca», intelligenza eclettica, lesperienza alla Luiss servirebbe come trampolino per i Beni Culturali. Il profumo degli Agnelli si sentirebbe con larrivo della sabauda Evelina Christillin allo Sport, al posto della Melandri. Bionda per bionda. Sogni? «Guardate che è un errore prendere Montezemolo sottogamba - ammonisce serio Tabacci - perché la sua analisi è una netta contestazione politica al bipolarismo Prodi-Berlusconi».
Da Mario Monti a Gianni Letta i papabili al
Il testo descrive una possibile formazione di un governo guidato da Luca Montezemolo, ex presidente di Confindustria. Gli industriali cominciano a credere che Montezemolo possa diventare il primo ministro. Il testo elenca i possibili candidati per i vari ministeri, tra cui Mario Monti per lEconomia, Francesco Giavazzi, Francesco Delzio per i Giovani, Anna Maria Artoni per i Trasporti, Innocenzo Cipolletta per le Infrastrutture, Pier Luigi Celli per i Beni Culturali e Evelina Christillin per lo Sport. Il testo anche menziona i nomi di Bruno Tabacci, Daniele Capezzone e Nicola Rossi come possibili candidati. Il direttore del Tg5 Carlo Rossella è proposto come portavoce del governo.
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