La Regione affronta il deficit nel bilancio della sanità e mette in vendita un patrimonio stimato in 92 milioni Buco da sessanta milioni: al via la cartolarizzazione dei beni Lassessore Tedesco: la manovra non contiene nuove imposizioni fiscali Il Polo accusa: stanno ipotecando la situazione economica e progettando un disastro -------------------------------------------------------------------------------- Non resta altro da fare che vendere i "gioielli di famiglia": servono 60 milioni per pareggiare i conti della sanità. E questi non possono che arrivare dalla vendita di fondi, masserie, immobili che sono stati donati al patrimonio pubblico, alle aziende sanitarie in questo caso, da privati cittadini. Non è ancora chiaro come. Lopposizione di centrodestra non ci crede molto. Lassessore alle Politiche della salute, Alberto Tedesco, che ieri ha incassato il parere favorevole della commissione bilancio sul piano di rientro dal deficit sanitario dopo la diffida del governo nazionale, ha invece le idee molto chiare e indica tre strade: ogni Asl si vende il suo patrimonio immobiliare, lAres o la Finpuglia, le due agenzie controllate dalla Regione, centralizzano tutto diventando un venditore unico oppure si fa la cartolarizzazione, con una società che acquisisce, simpegna a vendere ma soprattutto è disposta a dare cash quello che serve. Il fattore tempo, inutile negarlo, è decisivo: perché bisogna dimostrare di rientrare dal debito entro la fine dellanno. Quindi la più accreditata delle operazioni sulla vendita degli immobili Asl è la cartolarizzazione. «Il patrimonio che possiamo mettere in vendita - dice Tedesco - è stato stimato in via prudenziale a 92 milioni di euro. Ma noi siamo ancora più prudenti perchè restituiremo ai fondi perenti 60 milioni, una somma ancora più prudenziale». Tanta "prudenza" nasconde in realtà la fiducia dellassessore nel fatto che, a cartolarizzazione conclusa, nelle casse regionali arriveranno molti più soldi di quelli previsti. Nellopposizione di centrodestra, però, non ci crede nessuno, un po perché le mani in pasta le hanno avute anche loro fino a due anni fa, e sanno che per vendere un immobile pubblico, di una Asl in particolare, non ci vogliono mesi (quelli che servono in questo caso) ma anni. Rocco Palese che prima di diventare capogruppo di Forza Italia, era assessore al bilancio, non nasconde le sue perplessità sul provvedimento: «In questi mesi, sullo stesso debito, non hanno mai detto la stessa cifra. Sanno solo dare numeri al lotto: prima 350, poi 160, poi i 294 della diffida, i 211 detti da Tedesco in Consiglio, poi quella di 182 con la variazione di bilancio». Il centrodestra si presenta agguerrito. Il capogruppo di An, Michele Saccomanno: «Cè tensione politica nella maggioranza ma ai pugliesi la verità su come andrà a finire va detta». E qual è? «Stanno ipotecando la situazione economica e progettando un altro disastro come quello degli inizi degli anni '90». Per Francesco Damone (Puglia prima di tutto), il maquillage di Tedesco «è un falso in bilancio», per Giammarco Surico (gruppo misto) «una bomba a orologeria», e per Angelo Cera (Udc) «è un tirare a campare». Ignazio Zullo (Italia di mezzo) aspetta che gli altri vadano via per dire che sul provvedimento si asterrà perché importante è «non aumentare le tasse». E infatti questo accadrà, secondo quanto detto in commissione. Il piano di rientro, infatti, gira alla larga da addizionali Irpef, Irap e ticket per coprire il debito da 210 milioni. La variazione di bilancio prevede nove milioni da alcuni residui del bilancio del 2005 non contabilizzati allepoca, 17 milioni dalla quota spettante alla regione Puglia il relazione al riparto per il disavanzo degli Ircss e 2 milioni di euro rinvengono dallutile di gestione dellAres. «La copertura dunque - ha detto Tedesco - è necessaria per circa 182 milioni di euro, per la quale appunto viene proposta la variazione di bilancio che attingerà dai residui dei fondi perenti che hanno unadeguata copertura. Unanticipazione dunque, a fronte del nostro impegno a restituire le risorse entro il 31 dicembre di questanno». E qui si dovrebbe innestare la vendita di immobili non strumentali delle Asl pugliesi. In più ci sono 18 milioni del pay back farmaceutico (la quota di somme che le case farmaceutiche restituiscono alle Regioni quando si supera il tetto di spesa): la prima rata è stata già incassata, le altre due arriveranno prima di dicembre. Infine ci sono 61 milioni che deriveranno dalla mobilità attiva, in particolare dai residui manicomiali e dalle colonie hanseniane. Residui che tra laltro, dal 2002, non sono mai stati richiesti. «Restano - ha aggiunto lassessore - poi 52 milioni che saranno la quota parte a carico del bilancio autonomo per la spesa sanitaria, ricordo che è inferiore a quella del 2005 che era di circa 58 milioni di euro». A polemizzare col Polo ci pensa il capogruppo dei Ds, Antonio Maniglio: «I profeti di sventura del centrodestra hanno sbagliato ancora una volta le loro infauste previsioni. La manovra non contiene nessuna nuova imposizione fiscale per i cittadini». E Saccomanno gli crede: «Sono capaci di non aumentare le tasse ma truccando le carte».