Giovedì, 24 Maggio 2007 Venezia L'unico ad essere transitato - seppur ... Venezia L'unico ad essere transitato - seppur metaforicamente - sul ponte di Calatrava è stato finora il sindaco Massimo Cacciari. Nel senso che dal 1996 - anno dell'idea - a oggi, l'opera ha collegato due mandati cacciariani, bypassando i 5 anni di Paolo Costa. Per Natale, pare, veneziani e turisti potranno passare da Santa Chiara alla stazione, ma nel frattempo tocca assistere a un poco edificante rimpallo di responsabilità sui ritardi e sull'aumento dei costi. Il sasso nello stagno lo ha lanciato lo stesso progettista, l'architetto spagnolo Santiago Calatrava, con una lettera inviata ai giornali pochi giorni dopo essere venuto a Venezia per "battezzare" il suo ponte. Il celebre architetto è stato chiaro, facendo nomi e cognomi di chi, secondo lui, ha causato quei ritardi. «Per quanto riguarda i ritardi nel progetto ed i costi risultanti - ha scritto Calatrava - questi sono stati interamente responsabilità del Comune di Venezia, in quanto non controllabili in alcun modo da me. Da quando, infatti, il progetto e la stima dei costi sono stati approvati dalla Soprintendenza e da ogni altra istituzione responsabile, questi sono passati nelle mani del Comune, sotto la direzione di Salvatore Vento e Roberto Scibilia». Nomi e cognomi, appunto. E spiegazioni più dettagliate. «Innanzitutto - prosegue Calatrava - ci sono voluti tre anni per ottenere tutti i permessi necessari alla costruzione del ponte. Venezia non è un luogo facile dove costruire, ed è ovviamente necessaria la massima cautela. A ragione vengono richiesti permessi e autorizzazioni lungo tutto il processo di costruzione, e questo si aggiunge al tempo normalmente richiesto per completare un progetto». Inoltre, Calatrava ricorda il "peccato originale che secondo lui ha caratterizzato quest'opera. «Contrariamente a tutte le nostre precedenti esperienze nella costruzione di oltre 25 ponti in tutto il mondo, il nostro ufficio non è stato incaricato per la supervisione del cantiere, nè tantomeno interpellato per la selezione delle imprese. Il Comune ha scelto per la costruzione del ponte quella con il preventivo più basso, e questa ha a sua volta sub-appaltato tutti i lavori in acciaio ad un'impresa ancora più piccola con pochissima o addirittura nulla esperienza nella costruzione di un ponte. Queste decisioni hanno causato ulteriori ritardi e maggiori costi». Colpa, dunque, delle leggi sugli appalti che obbligano le amministrazioni e fare i conti al risparmio, spesso a scapito della qualità dei lavori. E questo lo aveva sottolineato anche Cacciari. Ma che Calatrava accusi il Comune di responsabilità, proprio dopo essere stato accolto con ampi sorrisi dal sindaco e dall'assessore Mara Rumiz, questo Ca' Farsetti non lo manda giù. Del resto già lo scrittore Riccardo Calimani, che aveva avanzato dubbi sulle responsabilità del Comune, era stato minacciato di diffida, seppur ironicamente, da Cacciari. «Calatrava sbaglia - replica l'assessoreai lavori pubblici Mara Rumiz - perché lui continua a dire che è solo il progettista e poi ha fatto solo da consulente artistico alla direzione dei lavori. In realtà ha avuto un incarico di supporto alla direzione ed è stato interpellato ogni volta che si verificavano dei problemi». Dunque l'architetto, secondo Ca' Farsetti, ha ricevuto incarico formale e anche un compenso per affiancare il Comune. Non solo, ma ha avuto un ruolo preciso nella fase di esecuzione del ponte ed è stato presente in tutte le varianti approvate, ma non poteva e doveva - per legge - essere sentito al momento della scelta dell'impresa, così come aveva chiarito a suo tempo la precedente amministrazione di Paolo Costa. Perché un'altra delle accuse di Calatrava chiama in causa le ditte che hanno eseguito i lavori. La ditta appaltante (Cignoni) e quella che ha ricevuto il subappalto (Lorenzon). E qui c'è un altro problema, perché da tempo la Lorenzon Techmec System Spa di Noventa di Piave denuncia errori progettuali anche grossolani, tanto da dover riprogettare completamente e ricostruire i conci 5 e 6 del ponte, che altrimenti non sarebbero stati in piedi. Detto per inciso, non si tratta di una "piccola impresa" ma di una società con filiali in Francia e Spagna che sta realizzando progetti arditi in vetro e acciaio in tutto il mondo con gli architetti e gli ingegneri più famosi. Dieci anni per un ponte (il ponte di Rialto andò su in tre anni, tra il 1588 e il 1591), quattro di ritardo sull'inaugurazione, 10 milioni 701mila 547 euro spesi anzichè i tre milioni 876mila 488,88 previsti dal contratto d'appalto siglato con la Cignoni Srl di Lendinara. E il cerino che viene passato di mano tra i vari responsabili del progetto che, evidentemente, responsabili non sono o forse sono in egual misura. E se fosse proprio questo scaricabarile il responsabile numero uno di anni e miliardi persi per un'opera pubblica? Nei tempi lunghi va inserita anche l'azione della Procura regionale della Corte dei conti che, dopo una partenza a razzo con richieste di documentazione in Comune e ispezioni nei cantieri in cui si realizzava il ponte non ha più fatto parlare di sè. Eppure i costi sono ulteriormente lievitati rispetto al 2005 così come il denaro pubblico che si è speso per coprire carenze procedurali e progettuali così come evidenziato dalla perizia depositata in Procura regionale dall'ingegnere Francesco Steffinlongo e dall'arghitetto Gianfranco Roccatagliata nel dicembre del 2005. L'inchiesta, a tutt'oggi, non si è ancora conclusa anche per il fatto che la citazione a giudizio ha come presupposti fondamentali il danno erariale e la sussistenza di una colpa grave in capo a uno o più protagonisti della vicenda, cosa quest'ultima tutt'altro che facile.
CALATRAVA: ritardi per la costruzione del ponte
Il ponte di Calatrava a Venezia è stato costruito con ritardi e costi elevati. L'architetto Santiago Calatrava ha accusato il Comune di Venezia di responsabilità per i ritardi e i costi, affermando che il Comune ha scelto l'impresa con il preventivo più basso, senza controllare la qualità dei lavori. Calatrava ha anche accusato il Comune di aver richiesto troppi permessi e autorizzazioni, causando ulteriori ritardi. L'assessore ai lavori pubblici Mara Rumiz ha risposto che Calatrava ha avuto un ruolo di supporto alla direzione dei lavori e non è stato il responsabile principale.
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