ROMA - Pene più severe (assai più severe: in alcuni casi, perfino quadruplicate) per chi attenta al patrimonio artistico e culturale del Paese, per chi danneggia un dipinto, o una scultura (anche una fontana, come la Barcaccia in piazza di Spagna), per chi scava illegalmente, o detiene dei reperti frutto d'attività "archeologiche" clandestine; e anche per chi fa uso dei metal-detector: è un disegno di legge che il vicepremier e ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli ha presentato, e che delega appunto il governo ad inasprire le sanzioni in questo campo. Non sono, come troppo spesso, vane "grida manzoniane": per esempio, in Francia una norma proibisce e sanziona già i metal-detector; e danneggiare un bene culturale, da noi finora "costava" meno che rubare una mela. Ora, da una pena massima di un anno (frutto però d'un cumulo di reati aggiuntivi), chi oltraggerà un'opera d'arte rischierà fino a quattro anni, e una sanzione pecuniaria. E sarà punito, pur in misura ridotta, anche chi lo fa senza dolo: se, sedendosi su una fontana, le si recherà un danno, non potrà più invocare la propria buona fede. Il furto di un'opera d'arte sarà soggetto ad un'aggravante specifica, ora non prevista, che potrà raddoppiare la pena, elevandola fino a sei anni; e fino a quattro per chi compia ricerche archeologiche abusive. Non solo: ma il reato di ricettazione verrà esteso anche a chi detiene illecitamente beni culturali d'illecita provenienza (rubati, o scavati illegalmente), il che farà scattare la prescrizione solo da quando avviene il ritrovamento del bene stesso, e non dalla data in cui è stato commesso l'originario reato. Con queste innovazioni, avrebbero avuto vita ben più dura, ad esempio, i vari Laszlo Toth (che nel 1972, a San Pietro, prende a martellate la Pietà di Michelangelo), o Pietro Cannata (il pittore mancato e sfregiatore impenitente, che, nel 1991 stacca un dito al David, sempre di Michelangelo); ma anche chi, nel 1998, ha imbrattato di spray rosso la facciata della chiesa di San Giovanni a Viterbo; o chi ha svillanneggiato il Biancone, la fontana con il Nettuno in Piazza della Signoria a Firenze; o quella del Tritone, in piazza Barberini a Roma; e i ragazzi che hanno infilato le punte delle loro matite (1998) in tre quadri di Matisse. Ma la nuova legge aggraverà pure il danneggiamento (punito ora solo con un'ammenda) del paesaggio, fino all'interdizione dalla professione di chi abbia commesso la violazione, e il sequestro dei beni usati per compierla. Infine, poiché la criminalità organizzata si serve anche dei beni culturali, compare, legato al loro commercio clandestino, anche il riciclaggio. Non occorre dire che, tutto questo, è frutto dell'esperienza cumulata non solo dai recenti oltraggi alla Barcaccia, ma soprattutto dal "processo Getty" in corso a Roma: evidentemente, chi lì indaga ha "chiamato"; e Rutelli ha subito capito la gravità dell'appello.