Il ministro dei Beni e Attività Culturali Francesco Rutelli ha chiesto alle Soprintendenze competenti in materia di paesaggio di comunicare alla Direzione Generale le emergenze e le criticità più rilevanti allo scopo di disporre di una Carta del Rischio Paesaggistico per evitare compromissioni irreversibili dei valori paesaggistici del territorio italiano. Nel chiedere che le Soprintendenze adempiano alla richiesta del ministro, la OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista), Coordinamento territoriale di movimenti, comitati ed associazioni ha trasmesso agli uffici del ministero competenti un primo elenco relativo alle regioni Calabria e Basilicata che comprende ben 19 aree a rischio paesaggistico (11 in Calabria e 8 in Basilicata). Lo rende noto la stessa Ola in un comunicato stampa. "Le segnalazioni riguardano aree in cui si prevedono insediamenti industriali, estrazioni petrolifere, impianti eolici, progetti turistici giudicati impattanti con i preesistenti valori ambientali e monumentali. Molte Regioni, in base al cosiddetto Codice Urbani, stanno per approvare i nuovi Piani Paesistici, tra cui la Basilicata". Secondo la OLA "è auspicabile il coinvolgimento della società civile, delle associazioni, degli imprenditori turistici ed ambientali affinché la nuova pianificazione paesistica non introduca cambiamenti peggiorativi rispetto ai precedenti Piani Paesistici attraverso l'eliminazione delle le classificazioni di tutela per consentire la realizzazione di nuovi progetti impattanti per l'ambiente ed il paesaggio, anche all'interno delle aree protette o vincolate dalle leggi".
BASILICATA - la Organizzazione Lucana Ambientalista chiede un ampio coinvolgimento epr i piani paesistici
Il ministro dei Beni e Attività Culturali Francesco Rutelli ha richiesto alle Soprintendenze competenti di comunicare le emergenze e le criticità paesaggistiche per disporre di una Carta del Rischio Paesaggistico. L'Organizzazione Lucana Ambientalista (OLA) ha trasmesso un elenco di 19 aree a rischio paesaggistico in Calabria e Basilicata, tra cui aree con insediamenti industriali, estrazioni petrolifere e progetti turistici impattanti. La OLA ha chiesto il coinvolgimento della società civile e delle associazioni per evitare cambiamenti peggiorativi nella pianificazione paesistica.
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