Secondo i periti ci vogliono 7500 euro per il restauro La decisione del giudice che ha condannato gli autori, tra i quali una donna, dello sfregio alla fontana di piazza di Spagna a Roma. Il pm aveva chiesto 7 mesi di reclusione ascolta la notizia Roma, 23 mag. (Adnkronos) - Un anno di reclusione ciascuno: è la condanna inflitta oggi con rito abbreviato dal giudice monocratico Aurora Cantillo ai 4 stranieri che la notte tra il 15 e il 16 maggio scorsi hanno danneggiato la fontana della Barcaccia in piazza di Spagna(nella foto) fronteggiando i carabinieri che erano intervenuti per bloccarli. I condannati sono la russa Olga Sevastikaya, il lituano Darius Tagliutis, l'ucraino Maxim Avrilov e il moldavo Denis Dimitru, solo per quest'ultimo che è incensurato, ed è stato scarcerato quando c'è stata la convalida dell'arresto, il giudice ha disposto la sospensione della pena. Lo stesso ha negato agli altri tre la revoca dell'ordine di custodia cautelare considerando che sono pericolosi, che sussistono le esigenze cautelari, che sono clandestini e quindi non hanno un posto in cui poter eventualmente stare agli arresti domiciliari. Per gli imputati che sono stati difesi dagli avvocati Enrico Liberati, Luca Milani e Giuseppe Dettorre, il pubblico ministero aveva chiesto 7 mesi di reclusione. In apertura d'udienza è stato interrogato come perito l'architetto Walter Proietti della Soprintendenza ai monumenti del Comune di Roma, perché riferisse sull'entità del danno. Il perito che valuta in 40 milioni di euro il valore della fontana, ha rilevato un danno di 8 mila euro e la necessità di spendere 7500 euro per il restauro. Quanto al danno provocato dai 4, l'architetto ha detto che si tratta di una lesione di un centimetro e mezzo di lunghezza e di un foro profondo un centimetro. Il tutto provocato probabilmente dall'uso di un corpo metallico. Come si ricorderà i carabinieri quando sono intervenuti hanno trovato sul fondo della fontana un cacciavite. In difesa dei 4 imputati hanno parlato gli avvocati Milani, Liberati e Dettorre, sostenendo che dalla ricostruzione dell'accaduto non appare certo che siano stati i 4, entrati nella fontana in stato di ebbrezza, a provocare il danno. La stessa deposizione del perito, arrivato quando non c'erano più i carabinieri ma una pattuglia di vigili urbani, non dà certezza circa il momento in cui la lesione è stata provocata. Gli avvocati avevano perciò chiesto l'assoluzione piena per tutte le imputazioni e in subordine soltanto il minino della pena per le lesioni e la resistenza. Il giudice però è andato oltre le richieste del pubblico ministero negando anche la scarcerazione degli imputati.