PORTO TORRES. La splendida cornice del porto illuminato dal sole e rinfrescato da una piacevole brezza primaverile è stata il teatro del convegno voluto dal comune, capitaneria di porto e Soprintendenza ai Beni archeologici e legato alla manifestazione «Mare, Città Porto» inserita all'interno della IX Settimana della cultura promossa dal ministero per i Beni Culturali. In capitaneria, una serie di pannelli esplicativi hanno creato un percorso informativo sulla vita di Turris Libisonis, in particolare quella legata all'economia del porto e agli scambi con Roma tramite lo scalo di Ostia. L'incontro si è aperto con l'intervento del capitano di fregata Giuseppe Bonelli, che ha ricordato come una sua semplice richiesta di poter esporre alcune anfore in capitaneria si sia trasformato in una collaborazione foriera di grandi sviluppi con la Soprintendenza. «Se la città capirà che l'area archeologica è una grande possibilità di crescita culturale ed economica ha aggiunto Luciano Mura riuscirà a trarre grossi benefici». Antonietta Boninu, responsabile della sede cittadina della Soprintendenza, ha evidenziato come «nella conoscenza e consapevolezza del passato si trovino le basi per costruire il futuro», ribadendo poi l'importanza del porto «luogo di incontri e relazioni umane e commerciali». L'archeologa Antonella Pandolfi ha ricordato il ruolo fondamentale del porto di Turris come luogo di approvvigionamento privilegiato di grano e altre materie prime per Roma, mentre l'archeologa Gabriella Gasperetti ha parlato di «Mediterraneo come una sorta di autostrada del mare in cui il porto di Turris era scalo fondamentale». I pochi dati sui ritrovamenti avvenuti nei lavori di ampliamento del porto e in piazza Colombo sembrano poi confermare, anche con riferimenti archeologici e non solo storici, l'importanza del porto romano che fu oggetto di una grande ristrutturazione nel II-III secolo, ed esposto, allora come oggi, al problema dei venti provenienti dal quadrante di nord-est. A chiudere i lavori è stato il soprintendente Giovanni Azzena che ha evidenziato come le fasi di massima espansione commerciale per la Sardegna e Turris in particolare siano sempre coincise con la massima apertura dei mercati.