Gentilissimo dottor Gargano, è intollerabile che le miserie urbane si consolidino in alcune parti più che in altre. Megacumuli di rifiuti invadono piazze e strade di Pianura. Un dirigente Asia mi ha detto che era inutile cambiare i contenitori poiché sarebbero stati incendiati da lì a breve con la nuova emergenza. Aveva ragione. A ogni crisi c'è chi ipotizza la riapertura della discarica Pisani chiusa dal Prefetto anni fa perché satura nonché per avviare la sospirata bonifica, giacché in questa bellissima zona hanno sversato di tutto. Mesi fa sono iniziati i saggi per capire cosa ci sia sotto il terriccio che a stento contiene i miasmi della fermentazione sotterranea. A oggi nessuna risposta. Si parla di un buco da riempire come se Pianura non avesse già dato per oltre 50 anni. Il cosiddetto buco, inoltre, non è una conca naturale ma il risultato di scavi per prelevare terreno da porre a copertura della immondizia versata negli anni. Quel buco è assurto agli onori della cronaca per l'accoglimento dei cosiddetti inerti di Bagnoli rivelatisi, di recente, inquinati. Insomma Pianura è e resterà sempre il cesso di Napoli perché così si vuole. La gente non si ribella abbastanza, la classe politica fa acqua, non esiste un piano di riconversione; nessuno mette un soldo per ridare smalto al progetto del campo da golf, scomparso dall'agenda regionale. Avevo proposto la Zona Franca, nemmeno un rigo sui giornali che contano, compreso il suo, malgrado un consiglio municipale ad hoc e una nota dell'assessorino locale a Palazzo San Giacomo. Ha fatto, invece, notizia l'incontro dei presidenti delle municipalità del centro e il braccio di ferro dell'on. Ossario contro la destinazione per la zona est. Non contiamo nulla. Al Vomero i cassonetti sono svuotati mentre noi possiamo soffocare nel mare di mondezza. Le pare giusto? Noi esistiamo non solo quando bisogna riempire le casse del Comune, magari con il condono. Dove finiranno i nostri soldi e quelli dell'Ici? Ai progetti per il restyling della città che conta? Non vogliamo capri espiatori o contese sterili tra quartieri ma chiediamo di avere voce in un tavolo decisionale che si tiene sempre lontano dai nostri legittimi bisogni.