Partiranno giovedì i sondaggi geognostici e archeologici per tastare il terreno (e ci si perdoni il gioco metaforico) del futuro deposito librario della biblioteca Joppi, inserito nel corposo intervento di ristrutturazione da 2,3 milioni, che include anche i due famosi ascensori che consentiranno di salire al castello. Il progetto, redatto dall'architetto Giorgio Fabbro, prevede, nel primo lotto da 1.031.617 euro (che comprende la sistemazione di sala Corgnali, palazzo Andriotti, casa Torre, la nuova caffetteria e il primo ascensore), di ricavare un deposito scavando dietro il muro in pietra che si trova alle spalle delle ex latrine comunali. Lì, a detta di Del Fabbro, «c'è solo terreno di riporto». Inoltre, come si legge nella relazione, questo intervento «non modifica l'andamento naturale del colle: i nuovi volumi sono sotto terra e con copertura piana a giardino terrazzato». Difatti, dopo lo scavo per fare spazio al nuovo deposito (cui si accederà con un ascensore e una scala di servizio interna) il terrapieno sarà riportato all'altezza attuale. Prima di avviare i lavori, però, il Comune ha disposto delle indagini geologiche e, in contemporanea, degli scavi archeologici, per evitare sorprese dell'ultim'ora. Scavi che, precisa Del Fabbro, «non sono stati chiesti dalla Soprintendenza, che non ha dato prescrizioni particolari». Giova ricordare che proprio su quel muro si appuntano le verifiche avviate da Italia Nostra per sapere quanto antiche siano quelle pietre. I sondaggi, affidati alla ditta Simonetti snc di Arta partiranno giovedì prossimo e dureranno, come chiarisce l'architetto Simonetti «per 7-10 giorni».