Como parte alla ricerca dei tesori perduti. I nuovi spazi ricavati con i restauri a Palazzo Volpi hanno dato uno slancio finora sconosciuto alla voglia di arte in città. Il direttore dei Musei civici Lanfredo Castelletti ha confermato ieri i contatti in corso con la Soprintendenza ai beni artistici e storici per recuperare dipinti comaschi (per autore, localizzazione o interesse) nei depositi della Pinacoteca milanese di Brera, gestita dalla stessa Soprintendenza. Castelletti, in realtà, non ha voluto sbilanciarsi più di tanto, limitandosi a dire che c'è una «promessa verbale» che deve ancora essere sviluppata: «E' un discorso da approfondire, potrò essere più preciso dopo aver preso visione dei depositi». Potrebbero tornare opere sparite da Como durante la dominazione napoleonica? «Vedremo. Adesso è presto per parlarne». Nel notiziario del comune, però, ha aggiunto qualche ulteriore tassello: «A breve le civiche raccolte d'arte saranno ulteriormente arricchite di importanti opere». Il riferimento, probabilmente, non andava solo all'opzione «Brera», ma anche ai contatti avviati con alcuni privati che hanno intenzione di donare intere collezioni o singole opere alla Pinacoteca. Castelletti si è confermato di poche parole: «C'è qualcosa di interessante che bolle in pentola. Saprete presto, ma non è il momento di fare nomi». Qualche voce, però, ha cominciato a circolare e la più ricorrente riguarda una preziosa collezione di dipinti del professor Angelo Spallino. Ma si parla anche di archivi privati di notevole valore e di altre opere che potrebbero trovare adeguata collocazione nella «nuova» Pinacoteca dopo il vaglio degli esperti. «Esiste - ha spiegato Castelletti -un regolamento molto rigoroso che disciplina l'accettazione. I criteri sono molteplici e vanno dal valore assoluto dell'opera alla coerenza con la memoria storica. Va valutata anche la compatibilità delle dimensioni rispetto agli spazi». In ogni caso il comune sembra aver imboccato con decisione la via per incrementare il suo patrimonio artistico, che passa attraverso i depositi di Brera, le donazioni e i contributi di altri enti (la Regione, ad esempio, ha acquisito per conto del comune una collezione proveniente dalla Nuova Guinea). «Questa fase - ha chiosato l'assessore alla cultura Sergio Gaddi - è ancora interlocutoria. In ogni caso abbiamo avviato contatti importanti per arricchire il patrimonio della Pinacoteca e, al tempo stesso, per ospitare mostre di alta qualità». Dal Medioevo al Rinascimento Tutta l'ala meridionale del piano rialzato della Pinacoteca è occupata dalla sezione medievale. Il percorso di visita (dieci sale espositive e un Laboratorio Didattico) ha inizio nell'area a sinistra dell'atrio ed è introdotto dall'imponente portale romanico del monastero di Santa Margherita oltre il quale è esposto il ciclo di affreschi con le storie delle sante Liberata e Faustina proveniente dal sacello dello stesso monastero le cui dimensioni corrispondevano circa a quelle di questo ambiente. Le sale 2,3 e 5 sono dedicate alla scultura altomedievale. Nella Sala 4 trova posto il primo nucleo di affreschi provenienti dall'antica chiesa di San Giorgio di Borgo Vico. Le sale 6 e 7 sono dedicate all'arte romanica, decorativa e figurativa Le sale 8 e 10 espongono opere, sia pittoriche che scultoree, dei secoli XIII e XIV. Pezzo simbolo della prima di queste due sale è la trecentesca Madonna lignea policroma. L'ala est dello stesso piano del palazzo, ospita la collezione rinascimentale del museo civico. La prima sala espone alcuni dei ritratti provenienti dall'antico museo di Paolo Giovio. Nella sala successiva, che espone testimonianze del Cinquecento italiano è visibile anche la celebre Vergine Annunciata, già attribuita ad Antonello da Messina e recentemente ricondotta invece al pittore valenciano Jacomart Baco. Dal XVI al XIXsecolo II piano nobile di Palazzo Volpi è quasi interamente occupato dalla collezione di dipinti, con opere che coprono un arco di tempo che va dal XVI al XIX secolo. Anche questa sezione espone opere di autori locali e non: tra esse, per fare solo alcuni nomi, sono presenti dipinti del Morazzone e del Nuvolone, di Bernardino Campi, Anthonis Mor, del Genovesino, Alessandro Magnasco, Pompeo Batoni, Francesco Capiaghi, Giuseppe Canella I Maestri del Novecento Il secondo paino di Palazzo Volpi ospita le opere del XX secolo. Dal corridoio d'ingresso si può accedere a tre piccole sale rialzate che ospitano disegni di Antonio Sant'Elia, di Giuseppe Terragni, Cesare Cattaneo, Manlio Rho e Mario Radice (la sala centrale è ancora in fase di allestimento). I tre temi sviluppati nel percorso di visita sono: gli Astrattisti del Gruppo Como e la specificità del movimento astrattista comasco, nelle prime tre sale (nella terza sala, la seconda generazione); il ritorno ai valori della forma e della materia (paesaggio postimpressionista e pittura degli anni Cinquanta) nelle due sale successive, mentre l'ultima sala è dedicata alla figura di Ico Parisi e alla sua idea di "integrazione delle arti".