Schieramenti compatti a destra per Campodonico e a sinistra per Costa, ma il sindaco uscente è una mina vagante Capurro ci riprova, il ballottaggio è dietro langolo Sei mesi di lettere anonime, volantini infamanti, sussurri maldicenti RAPALLO - È una campagna elettorale "a candidatura diffusa" quella che volge stancamente al termine a Rapallo. Una campagna record, almeno per quello che riguarda il numero delle liste elettorali. E dunque dei candidati a consigliere. Ventidue liste, ognuna con venti nomi. Pari a 440 candidati. In una città di neppure 30.000 abitanti significa un candidato ogni 66 abitanti, neonati e minorenni inclusi. Praticamente ogni famiglia ha almeno un candidato tra i membri, i familiari o gli amici. I "santini" si trovano impilati in ogni negozio, in ogni bar. Dal parrucchiere e dal tabaccaio. I candidati sindaco sono numerosi anchessi, sette, ma ci sono comuni - per esempio la vicina Chiavari - che superano il numero. Ma il numero dei candidati consiglieri, quello no: non lo superano altrove. La lotta però si gioca sostanzialmente su tre tavoli. Quello del centrodestra, con il candidato Mentore Campodonico sostenuto compattamente da Casa delle libertà, Biasotti, Pensionati e un paio di liste civiche. Quello del centro sinistra, che sostiene Nicola Costa, con Unione, Rifondazione, Verdi e Comunisti più una lista di sole donne. E quello del sindaco uscente, Armando Ezio Capurro, spinto da ben sei liste civiche. Gli altri candidati, con probabilità di venire eletti molto prossime allo zero, sono Barbara Bernucci (Di Pietro), Vincenzo Gubitosi (Alleanza per Rapallo), Lorenzo Gobello (Federazione Pensionati), Andrea Botto (Partito Comunista dei Lavoratori). Il muro di cartelloni elettorali che circonda i giardini davanti al Comune di Rapallo è la rappresentazione visiva di una delle campagne elettorali più anomale che la storia cittadina ricordi. Lunghissima, perché è dallinizio di ottobre, quando Capurro è stato sfiduciato dal consiglio comunale, che i partiti e i gruppi sono entrati in fibrillazione. Avvelenata da lettere anonime, volantini infamanti, sussurri maldicenti. In una parola: stressante. «Per la verità stressati saranno gli altri - sogghigna Capurro - io mi diverto, lavoro dalla mattina alla sera. Sono però molto ottimista: ho buone possibilità di farcela al primo turno». Peccato che anche Campodonico sia sulla stessa lunghezza donda: «Qualche settimana fa - assicura - non avrei pensato di farcela alla prima tornata, ma ora sì, ne sono convinto. Sondaggi? No, però sento il polso della gente girando la città». Anche sullargomento Nicola Costa preferisce mantenere il suo atteggiamento di prudenza e di moderazione: «Non credo che qualcuno possa passare al primo turno - afferma - ma penso che alla fine gli elettori premieranno le nostre idee e i nostri progetti». Due dei tre candidati con maggiori probabilità (Costa e Capurro) sono gli stessi di tre anni fa. Laltro è nuovo, ma gli schieramenti sono gli stessi della precedente tornata elettorale. Con alcune novità sostanziali. La prima è che sia il centrosinistra sia il centrodestra si presentano compatti. Mentre tre anni fa erano sfaldati, con Lega e Udc a destra e Rifondazione a sinistra staccati dal troncone principale. Ma anche Capurro ha un atout importante da giocare rispetto al 2004, quando era in pratica uno sconosciuto. Ora arriva da due anni e mezzo da sindaco: si è guadagnato molti avversari ma anche tanti nuovi sostenitori. Nel 2004 al primo turno lallora candidato di Forza Italia (ora passato allUdc) Aldo Piccardo, aveva staccato di molte lunghezze Capurro, il quale a sua volta aveva lasciato a un pugno di voti di distanza Nicola Costa. Al secondo turno la Casa delle libertà, che si sentiva la vittoria in tasca, era stata invece staccata da Capurro, al quale erano andati anche i voti di una grossa fetta del centrosinistra. Non è escluso che lo schieramento si ripeta anche stavolta. Tutto dipende chi ce la farà a superare lostacolo del primo turno. Poi ogni sorpresa diventa possibile. Anche perché tra Capurro e centro destra è guerra aperta. E tra i due litiganti il centrosinistra di Costa potrebbe trovare la strada della vittoria. ------------------ Nicola Costa: "Un museo contro il declino" RAPALLO - «Sì, lo so che i candidati miei avversari hanno basato la loro campagna sulle opere faraoniche e sulle colate di cemento. La nostra visione è diversa» dice Nicola Costa, candidato sindaco del centro sinistra a Rapallo. Costa, lei ha fatto una campagna meno "violenta" dei suoi avversari, più ragionata. Come mai? «Il mio stile non è quello di tirare coltellate. E non avendo alcun interesse diretto, nessun affare da condurre in porto a Rapallo, posso ragionare con maggiore determinazione per il bene comune». Il traffico è uno dei problemi maggiori di Rapallo... «Certo, ma è diverso il mio progetto per risolvere questo problema. Non si possono continuare a costruire mega parcheggi in centro città, come vorrebbero Capurro e Campodonico. La parte storica non deve subire interventi radicali di trasformazione. Bisogna intervenire nella zona intorno al casello autostradale». In che modo? «Realizzando un grande parcheggio di interscambio. Che sia anche di servizio per il nuovo ospedale in quella zona e per gli impianti sportivi. Il sistema vincente è quello di fermare il traffico alle porte della città, anche con una diversa distribuzione degli uffici pubblici». Però Rapallo ha perso molto del suo antico smalto... «È proprio questo declino che bisogna fermare. Con il rilancio del turismo, facendo lavorare gli alberghi tutto lanno, con le attività culturali. E con la nascita di un "Museo di Rapallo", che illustri la lunga storia di questa città». (c. mal.)
LIGURIA - Rapallo, la campagna dei veleni. Cementificazione o museo?
Il sindaco uscente Armando Ezio Capurro è sfiduciato dal consiglio comunale e si candida per il primo turno. La campagna elettorale è lunga e complessa, con ventidue liste elettorali e 440 candidati. I tre candidati con maggiori probabilità di vincere sono Nicola Costa, Capurro e Mentore Campodonico. Il centrodestra e il centrosinistra si presentano compatti, mentre il sindaco uscente ha un atout importante: la sua esperienza come sindaco. La campagna elettorale è stressante e ha generato lettere anonime e volantini infamanti.
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