Sarà Ferrara a ospitare, dal prossimo ottobre, la sede dell'Ermitage in Italia. L'accordo è stato sottoscritto il 14 marzo scorso a Bari, in occasione del vertice italo-russo fra Vladimir Putin e Romano Prodi ma l'annuncio ufficiale è stato dato venerdì scorso a San Pietroburgo, nel teatrino dell'Ermitage dove si sono riunite la delegazione ferrarese (Dario Francescani, capogruppo della Margherita alla Camera, Pier Giorgio Dall'Acqua, presidente della provincia, e Gaetano Sateriale, sindaco), Maurizio Cecconi di Villaggio Globale International, che ha tessuto l'intera operazione, e naturalmente il direttore dell'Ermitage Michail Piotrovskij, uomo dal polso fermo e dalle solide doti manageriali oltreché culturali, che ha traghettato nel XXI secolo il mitico museo di San Pietroburgo fondato nel Settecento da Caterina la Grande, poi cresciuto fino a possedere un patrimonio di 3 milioni di pezzi («Ma per un terzo sono monete», si schermisce lui). Per un museo tanto ricco di opere e di attrattiva aprire sedi all'estero è oggi un vero must e l'Ermitage è stato fra i primi a farlo con le sue "antenne" di Amsterdam, Londra (qui con il Courtauld Institute) e addirittura Las Vegas (con il Guggenheim Museum). Ora tocca a Ferrara (scelta dal corteggiatissimo museo russo dopo un ultimo ballottaggio con Mantova e Verona) che mette a disposizione il Castello Estense come sede di rappresentanza e due ville, anch'esse della Provincia, per l'attività di ricerca e la foresteria perché, avverte Piotrovskij, «non si tratterà di un mero scambio di opere o di mostre: Ermitage Italia sarà una sorta di Accademia di Russia in Italia, un vero centro di ricerca sulla storia e la cultura dei due Paesi e sulle reciproche influenze. Si occuperà della catalogazione della nostra grande collezione italiana collaborando con università e musei italiani e allaccerà rapporti stretti con i vostri centri di restauro». Sono previsti studi sul collezionismo, attività di formazione per ricercatori e restauratori e naturalmente grandi esposizioni internazionali alternate a mostre con soli pezzi dell'Ermitage: primo appuntamento la mostra sul ferrarese Garofalo, ora in corso a San Pietroburgo. Ermitage Italia (400mila euro il budget del primo anno, escluse le mostre) sarà retto da una fondazione e diretto da Irina Artemieva e Francesca Cappelletti, mentre il comitato scientifico, presieduto da Piotrovskij, sarà formato da Sergej Androsov, Viktor Golovin, Gabriele Finaldi, Vladimir Matvejev, George Vilinbakhov, Antonio Paolucci, Giuseppe Pavanello, Carla Di Francesco e Giuseppe Papagno, mentre Maurizio Cecconi dirigerà la parte operativa.
Ermitage Italia. II progetto. I direttori e le attività
L'Ermitage di San Pietroburgo ha annunciato che Ferrara sarà la sede della sua rappresentanza in Italia, a partire dal prossimo ottobre. L'accordo è stato sottoscritto il 14 marzo scorso a Bari, durante il vertice italo-russo. La sede sarà il Castello Estense e due ville della Provincia di Ferrara, che saranno utilizzate per la ricerca e la foresteria. L'Ermitage Italia sarà un centro di ricerca sulla storia e la cultura dei due Paesi, con collaborazioni con università e musei italiani. Saranno previste attività di formazione per ricercatori e restauratori, e grandi esposizioni internazionali. Il budget del primo anno è di 400mila euro, escluse le mostre.
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