L'assessore Mara Rumiz replica alle tante critiche della gente E all'Accademia si cerca solo di dare una sistemazione definitiva II "quarto ponte" sul Canal Grande, progettato da Santiago Calatrava, fa discutere i veneziani. In molti pensano non sia necessario, altri che la spesa sia eccessiva, altri ancora che sia particolarmente scalognato, visto che ci sono tre anni di ritardo nella consegna per problemi riguardanti la costruzione. Niente di tutto questo, ribatte l'assessore ai lavori pubblici Mara Rumiz, è solo il prezzo che si deve pagare per avere un'opera di alta architettura. «I ritardi che ha subito la realizzazione del ponte non sono conseguenze di sciagure -afferma Rumiz -, né nulla hanno a che vedere con la necessità di radicali revisioni progettuali, al fine di evitare crolli e disastri vari. Il ritardo è dovuto alla straordinaria delicatezza e novità del progetto che avrebbe reso necessario di poter procedere senza i lacci e i lac-cioli del tutto irragionevoli che costringono oggi l'amministrazione pubblica nella assegnazione degli appalti». Non era il caso di verifìcarne la fattibilità nel fragile territorio lagunare prima di assegnare i lavori? «Col senno di poi - ammette l'assessore - si poteva fare una gara diversa e soppesare con maggiore attenzione il progetto sia per il costo che per i tempi. Indubbiamente i tempi lunghi e i maggiori costi rilevati nella realizzazione derivano dal fatto che si erano sottovalutate le complessità della struttura. Il ponte di Calatrava, senza nascondere i problemi, sarà una straordinaria opera architettonica moderna, una fenomenale occasione che per dimostrare che a Venezia si possono fare opere d'arte contemporanee. Dieci giorni fa Calatrava è venuto per la prima volta in sopralluogo ai lavori ed era molto soddisfatto del manufatto. Ciò mi ha riricuorsto perché ha confermato che finalmente siamo arrivati alla fine della vicenda. Date non ne do, per scaramanzia, ma sarà posizionato entro l'estate. Domani, lunedì, sarò a Pisa con il direttore lavori per vedere i vetri con cui sono realizzati i gradini». Serviva proprio un ponte di ferro, pietra e vetro tra Piazzale Roma e la stazione di Santa Lucia? «È una grande opera di architettura che va apprezzata come tale - risponde l'assessore Rumiz - ed ha anche un fattore funzionale collegando Piazzale Roma alla ferrovia e quello che c'è oltre. Si possono spendere meno soldi facendo edifici popolari, ma francamente in una città come Venezia, con il suo straordinario patrimonio storico artistico, l'amministrazione comunale ha il dovere di guardare al futuro e di puntare al massimo. Calatrava è il più grande architetto del mondo. Questo ponte è una svolta per Venezia. Tutte le altre città copiano il modello veneziano, con le zone pedonali. Noi, invece di assumere un ruolo attivo nella contemporaneità, sembriamo schiacciati dal peso del passato». Dopo Calatrava sarà la volta del rifacimento del ponte di legno dell'Accademia in pietra d'Istria? «Ogni 5-6 anni il Comune deve intervenire nella sostituzione del tavolato e non è semplice trovare il legno adatto per un ponte. L'impresa Sacaim, che sta facendo i lavori, è partita con qualche ritardo proprio le difficoltà riscontrate per trovare il legname. Con il notevolissimo aumento delle presenze in città, e quindi con l'aumento degli attraversamenti, il logoramento del ponte è poi accelerato rispetto a una volta. Proprio per questa difficoltà di manutenzione e per i conseguenti costi si è andati oltre il ponte provvisorio e si è pensato di realizzarne uno definitivo. Abbiamo iniziato a lavorare con la Soprintendenza per studiare la copertura del ponte: verrà, infatti, mantenuta la buonissima struttura di ferro (con tutti i sottoservizi). Questo ci consentirà di abbattere i tempi di realizzazione e di indicare precisi criteri e vincoli di costruzione. Sarà finanziato con uno sponsor, senza intervento comunale, e per individuarlo verrà realizzata una procedura di evidenza pubblica. Naturalmente uno dei vincoli per la sua costruzione riguarderà il superamento delle barriere architettoniche, magari prevedendo un tapis roulant o un ascensore. Ci stiamo impegnando con l'ufficio eliminazione barriere architettoniche per rendere facile, dove possibile, l'accesso ai ponti ai disabili, agli anziani e alle mamme con carrozzelle. L'ultimo intervento riguarda il ponte della Tana che viene reso provvisoriamente accessibile in modo da poter visitare la Biennale senza ostacoli».
Calatrava, il ponte infinito Sarà una svolta per Venezia
L'assessore Mara Rumiz replica alle critiche sulla realizzazione del ponte "quarto ponte" sul Canal Grande di Venezia progettato da Santiago Calatrava. Rumiz afferma che il ritardo nella consegna è dovuto alla delicatezza e novità del progetto, che richiede una procedura di assegnazione degli appalti più complessa. Il ponte sarà una opera architettonica moderna e una opportunità per dimostrare che a Venezia si possono fare opere d'arte contemporanee. Rumiz sostiene che il ponte ha un fattore funzionale importante, collegando Piazzale Roma alla ferrovia e oltre, e che l'amministrazione comunale ha il dovere di guardare al futuro e di puntare al massimo.
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