ARCHEOLOGIA. Ieri al Kursaal il convegno promosso da Università di Bari e Soprintendenza È orgoglioso il Presidente della Provincia, Vincenzo Divella, mentre mostra il «bando di concorso internazionale di progettazione» per il museo a Santa scolastica. La notizia arriva a conclusione del convegno II Museo Archeologico della Provincia di Bari tra conservazione e innovazione. Archeologi e amministratori a confronto, organizzato da Giuseppe Todisco, direttore della Scuola di Specializzazione in Archeologia dell'Università, d'intesa con la Soprintendenza per i Beni archeologici. Un'intera giornata per fare il punto della situazione sulla questione annosa del Museo Archeologico, ospitato dal 1895 nel Palazzo Ateneo e chiuso 1994 per lavori di adeguamento alle norme di sicurezza nel 1994. Ma a lavori ultimati la Provincia chiese nel 2001 la restituzione dei pezzi di sua proprietà con l'impegno, a tutt'oggi ancora disatteso, di creare la nuova sede espositiva nel complesso di Santa Scolastica). E la giornata ha visto il mondo accademico e quello istituzionale su posizioni spesso contrapposte. Se infatti l'intento comune è quello di collaborare affinché il patrimonio archeologico non rimanga nascosto nel «più bel deposito della Regione» (Santa Scolastica, appunto), come ha sottolineato l'antichista Raffaella Cassano, molti sono ancora i dubbi che affliggono gli addetti ai lavori riguardo la riqualificazione del complesso museale. Certo, qualche passo in avanti in questi anni è stato compiuto, come ha raccontato la dirigente amministrativa del museo provinciale Emanitela Angiuli, illustrando la realizzazione di un archivio informatizzato di catalogazione di 17.300 reperti. «Un lavoro difficilissimo - ha detto Angiuli - soprattutto per la grande confusione che regnava nel materiale espositivo consegnatoci dalla Soprintendenza». Ha ribattuto Giuseppe Andreassi, Soprintendente di Puglia e Abruzzo: «Se confusione c'era, era solo dovuta al fatto che all'epoca della chiusura non si pensava ancora di dover trasferire il Museo, ma di riallestirlo nell'Ateneo, n nostro unico errore è stato quello di aver lasciato una casa senza avere disponibilità dell'altra». E c'è ancora chi, come Ettore De Juliis, docente di Archeologia della Magna Grecia all'Università, auspica «un ritorno del museo nella sua sede originaria, per sviluppare la sua funzione didattica e renderne più facile e meno oneroso il controllo». È così riemersa un'altra vicenda dolorosa, quella riguardante il furto nel 2004 di alcuni pezzi della collezione, che la direttrice Angiuli ha tenuto a chiarire: «I pezzi perduti sono solo 32. Ma quel che emerge di preoccupante è che il mondo accademico sembra concepire il museo come proprietà della facoltà umanistica, invece oggi un museo deve dialogare col mondo intero». Ma il rettore Corrado Petrocelli ha sottolineato che «se oggi siamo qui a discutere, lo dobbiamo proprio all'Università che ha il compito di porre delle domande», anche se lo stesso Petrocelli ritiene impossibile un ritorno del museo all'Ateneo. La polemica è stata subito sedata dal presidente Divella: «Angiuli ha parlato solo a titolo personale» ha precisato. E poi annunciando la pubblicazione del bando di concorso ha posto la parola fine almeno al capitolo del «contenitore del museo», n bando prevede lo stanziamento di 12 milioni di euro per i lavori a Santa Scolastica. I dettagli si avranno dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale europea. Quindi il contenitore c'è, ma i contenuti? Francesca Radina (Centro operativo di Bari) propone una rete museale diffusa nel territorio e dedicata alle civiltà japigia e peuceta. «Non si fa un progetto senza sapere cosa metterci dentro - ha sentenziato Mario Torelli, docente dell'Università di Perugia - i musei non li fanno gli architetti, ma gli archeologi». Ma anche a questo ha pensato il presidente Divella, auspicando la convocazione di un comitato scientifico paritetico con la collaborazione di Università e Soprintendenza, anche per la gestione, insieme a Comune e Regione, di una «fondazione museale di più ampio respiro, che comprenda, oltre al Museo di Santa Scolastica, anche la Biblioteca De Gemmis e la Pinacoteca Provinciale».
Bari. A chi parla il museo nascosto. Divella: la Provincia ha varato il concorso d'architettura per S. Scolastica
Ieri al Kursaal è stato tenuto un convegno su "Conservazione e innovazione" per il Museo Archeologico della Provincia di Bari. Il Presidente della Provincia, Vincenzo Divella, ha annunciato il bando di concorso internazionale di progettazione per il museo a Santa Scolastica. Il museo è stato chiuso nel 1994 per lavori di adeguamento alle norme di sicurezza e la Provincia ha richiesto la restituzione dei pezzi di sua proprietà. L'intento comune è quello di collaborare per la riqualificazione del complesso museale, ma ci sono dubbi sulla riqualificazione del complesso museale.
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