SETTANTA milioni di euro di investimento e un progetto, quello del polo tiburtino. E intorno al futuro del polo museale tiburtino, il Comune, la direzione regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio del MiBac, la Regione, la Provincia e Federculture hanno discusso nel convegno, «II Polo Tiburtino. Cultura, Sviluppo, Territorio». Due ville, a Tivoli, Villa Adriana e Villa d'Este nel patrimonio dell'Unesco, Villa Gregoriana salvata e gestita dal Fai a cui si vanno ad aggiungere ora anche il recupero del complesso monumentale di Ercole Vincitore con tutta l'area archeologica e una serie di infrastrutture come un ascensore inclinato. Infrastrutture che per il primo cittadino Marco Vincenzi sono in parte già realizzate con la riqualificazione di piazze e strade ma che nelle opere più importanti come la viabilità o il sistema dei parcheggi mostrano ancora qualche sofferenza. «La cultura da sola non vive senza collegarsi al territorio su cui insiste» ha ricordato Luciano Marchetti direttore regionale per i Beni Culturali, mentre il segretario generale di Federculture, Roberto Grossi, ha affermato che l'esperimento di Tivoli vuole essere il punto di partenza per un turismo di qualità. Ingenti stanziamenti e l'impegno finanziario di diversi soggetti istituzionali e del Comune - hanno ricordato l'assessore regionale Giulia Rodano e quello provinciale Vincenzo Vita - già sono inseriti nell'Accordo di Programma Quadro tra Governo e Regione. E in margine al convegno l'assessore provinciale alle Politiche del Turismo, Patrizia Ninci, ha detto che per cogliere un effettivo e concreto ritorno in termini economici e occupazionali le amministrazioni locali devono preoccuparsi anche delle problematiche inerenti alla viabilità.