Via ai lavori del Symposium che ha richiamato a Darfo Boario esperti da tutto il mondo; stasera concerto di suoni antichi Sarà il Symposium, il ventiduesimo della serie iniziata nell'ormai lontano 1968, che cercherà di decodificare e interpretare al meglio l'arte rupestre servendosi della psicoanalisi e mettendo l'accento sulle valenze etniche e regionali che il patrimonio artistico preistorico riveste. È questo il percorso indicato da Emmanuel Anati, direttore del Centro Carmino di studi preistorici con sede a Capo di Ponte, per questo appuntamento scientifico iniziato ieri pomeriggio a Darfo Boario, che ha richiamato in Valcamonica studiosi provenienti da una trentina di Paesi e che durerà fino a giovedì prossimo. Alla seduta inaugurale, lo spazio iniziale è stato occupato dagli interventi dei rappresentanti di enti, istituzioni e sponsor privati. Il presidente del Centro camuno, Umberto Cerqui, ha voluto ricordare gli oltre quarant'anni di attività di scoperta e valorizzazione del patrimonio archeologico camuno e mondiale portato avanti dall'istituzione che ha trovato in Anati il suo animatore principale. «Forse -ha aggiunto Cerqui - nessuno poteva immaginare nel 1964 quale sarebbe stato il futuro della creatura che muoveva allora i primi passi». E che la strada fatta sia molta, e in molte direzioni, lo dimostra la presenza in Vallecamonica in questi giorni di un nutrito gruppo di studiosi di livello internazionale, n tragitto culturale del Centro camuno di studi preistorici è stato segnato in questo arco di tempo da simposi, convegni e corsi di formazione oltre che dalla pubblicazione di un centinaio di volumi e dalla distribuzione di un periodico letto in tutto il mondo tra gli addetti ai lavori. I saluti "istituzionali" sono iniziati col sindaco di Darfo, Francesco Abondio, per proseguire col presidente del Birn, Edoardo Mensi, e il vicepresidente della Comunità montana, Elisabetta Perbellini. Dalle loro parole si direbbe che la Vallecamonica si sta rendendo conto del patrimonio culturale che ha in casa e che merita ben altra valorizzazione. Sono seguiti gli interventi del presidente del sito Unesco 94 di arte rupestre della Vallecamonica, Mario Rizza, di Gian Maria Rizzi in rappresentanza della Camera di Commercio, degli assessori provinciali Aristide Peli e Francesco Mazzoli e del consigliere regionale Monica Rizzi. Non è sfuggita al centinaio di presenti la considerazione dell'assessore Mazzoli: «Le incisioni rupestri sono forse per la Vallecamonica più importanti dell'acqua e della forza lavoro che pure qui non mancano». Un riconoscimento che può portare lontano. È stato letto anche un messaggio inviato dal ministro Francesco Rutelli. Il Soprintendente ai beni archeologici della Lombardia, Luigi Malnati, ha elogiato gli sforzi fatti in questi anni in Vallecamonica per far conoscere il patrimonio d'arte legato alla preistoria e al periodo romano, mentre Francesco Bandarin, del World Heritage Center dell'Unesco. ha rimarcato che il Centro di Capo di Ponte «è uno dei più importanti a livello mondiale». Un incoraggiamento che carica di attesa i lavori delle numerose sessioni del Symposium, al via da stamattina. Stasera alle 21 al Centro Congressi di Darfo Boario Terme si tiene il concerto «La Natura della Musica - Suoni archetipi, i primi strumenti musicali», con Archeosound, del Centro del Suono: Walter Maioli, Luce Maioli, Nathalie van Ravenstein e Ivan Gibellini. Saranno presentati e suonati un centinaio di oggetti sonori, i primi strumenti musicali.